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La voce della Politica
| Ardsu situazione insostenibile, si rischia l’implosione |
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30/10/2009 | Nell’ultimo periodo l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio è sotto i riflettori dei tanti politici regionali lucani. Di fatti molte sono state le interrogazioni fatte dai Consiglieri, di destra o di sinistra, in Consiglio regionale sullo stato in cui versava tale Ente. Ma c’è dell’inverosimile! Perché anche chi è stato partecipe all’approvazione di un trasferimento di fondi di soli 2mln 200 mila € per l’anno 2009 oggi si erge a paladino della giustizia, pur sapendo che la somma è la stessa trasferita dal 2005 quando gli iscritti all’Unibas erano un numero nettamente inferiore a quello odierno. Questo cosa ha comportato? carenza di servizi e bilanci chiusi con la consapevolezza di non riuscir a svolgere la missione propria di tale ente. Sono ormai mesi, per non dire anni, che si denunciano tali squilibri, più volte, è noto, che sia le rappresentanze studentesche che il Cpa dell’Ardsu hanno supplicato invano un incontro urgente con il Presidente della Giunta Regionale. Richieste finite nel cestino di chi gestisce la politica di questa regione, richieste a cui non si è data mai una risposta.
Ma oltre al danno anche la beffa. Ad oggi l’Ardsu non ha ancora ricevuto il trasferimento di fondi previsto nel bilancio di previsione 2009 lasciando così lo stesso in una stasi economica senza precedenti. Ad aggravare il tutto c’è un organico sempre carente, infatti buona parte dei dipendenti regionali ha chiesto il pensionamento o il trasferimento ad altri uffici, lasciando l’ente con solo 7 unità di cui 3 in malattia, e per giunta dislocate nelle due città sedi Universitarie. L’allarme è scattato nel 2003 quando l’allora amministrazione dell’Ardsu ha inviato agli organi regionali una richiesta di ampliamento della pianta organica in quanto si cominciavano a sentire le prime difficoltà nell’espletare tutte le funzioni amministrative. Ma come sempre nessuna risposta. Infine ma non per ultimo ancora non è chiara una situazione.
Gli studenti lucani pagano una tassa regionale di circa 98 € che dovrebbe ritornare agli studenti sottoforma di borsa di studio essendo fondi vincolati. Perché puntualmente ogni anno la regione basilicata non trasferisce per intero la somma di tale entrata visto che dovrebbe essere una semplice partita di giro? Invochiamo ancora una volta un confronto serio sul diritto allo studio interagendo con tutti i protagonisti che partecipano alla realizzazione di tale scopo, invochiamo la Conferenza Regione-Università presente nell’art. 4 della L.R. 11/97, perché solo con la partecipazione e l’interazione tra i vari attori di questa commedia si può realizzare una programmazione partecipata sul Diritto allo Studio in questa regione. Valeriano Di Stefano componente Cpa Ardsu
Fernando Picerno componente Cpa Ardsu |
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