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CIA: mobilitazione agricoltori

17/10/2009

La Direzione regionale della Cia di Basilicata, che si è riunita a Matera il 15 ottobre, alla presenza di Alberto Giombetti (Coordinatore della giunta nazionale Cia), ha dichiarato lo stato di mobilitazione del mondo agricolo lucano nel quadro della più ampia mobilitazione che la Confederazione ha indetto su tutto il territorio nazionale attraverso tre grandi iniziative (per le regioni del Sud a Napoli il 10 novembre p.v).
“La mobilitazione intende evidenziare e denunciare, con grande fermezza, l’inadeguatezza dell’azione del Governo nazionale e i limiti e i ritardi delle attività e dei programmi Regionali.
In particolare, da parte del Governo centrale, si rilevano gravi inadempienze: le Pmi agricole – si legge in un comunicato stampa della Cia - non sono state inserite e non hanno trovato spazio nei vari “decreti anticrisi”; non sono state previste misura indirizzate alla ripresa produttiva; nessuna copertura per le perdite di reddito. Cosi come condanniamo gli inconcepibili ritardi nell’assegnazione dei fondi FAS per l’agricoltura, in specie alle regioni del Sud”.
Sul versante regionale, “pur apprezzando gli sforzi e l’impegno profuso dall’Assessore Viti in questi pochi mesi (consapevoli, sia della complessità dei problemi ereditati, sia dei ritardi accumulati, oltre ai deficit della macchina organizzativa Dipartimentale), non possiamo sottacere e denunciare:
- una oggettiva inadeguatezza del PSR (scritto e pensato nel 2006/2007) che, alla luce dell’evoluzione negativa che ha interessato il comparto negli ultimi anni, rischia di rivelarsi uno strumento poco fruibile da parte delle aziende ed i cui limiti sommati alle complessità applicative, ne fanno un programma non in sintonia con le reali esigenze, gli effettivi bisogni del settore e del sistema produttivo agricolo lucano.
- Scelte a dir poco incomprensibili, oltre che penalizzanti e discriminanti in occasione dell’assestamento di Bilancio regionale, che hanno visto il settore agricolo penalizzato, in quanto non sono state poste nella disponibilità almeno in questa fase le cosiddette “risorse liberate” a valere sulla programmazione 2000/2006.
- L’assenza di una adeguata e incisiva disciplina e norma Regionale sul credito in specie quello di conduzione e a breve a favore delle PMI agricole.
- I ritardi sul riordino, la razionalizzazione degli Enti e delle strutture amministrative che operano in agricoltura, il dotarsi di strumenti funzionali ad una avanzata “governance” del sistema produttivo agricolo. La definizione puntuale dei ruoli e delle funzioni, a partire dal Dipartimento, passando per l’ALSIA, sino ai Consorzi di Bonifica, alle APA, alla disciplina dei distretti, per finire all’ARBEA, croce e delizia con i suoi limiti e le sue inadeguatezze e la necessità di strutturarne assetti e organico.
- L’assenza di misure regionali volte a contenere i costi di produzione proprio in campo energetico e idrico/irriguo.
- L’assenza di una chiara politica agraria regionale che metta al centro imprese, territorio, prodotto, che indichi con puntualità i settori e gli interventi, le priorità e appronti i piani di comparto, favorisca il nascere delle filiere, esalti qualità di origine e le distintività legate al territorio, valorizzi tramite un marchio unico regionale le nostre produzioni agricole-alimentari .

Sulla base di queste argomentazioni ed in ragioni della criticità che vive il settore, - si legge ancora nel comunicato - chiediamo all’Assessore Viti di alzare l’asticella sia sul versante metodologico che rispetto ai contenuti, riguardo la organizzazione della Conferenza Agraria regionale indetta per fine anno.
Questo appuntamento può rappresentare concretamente uno snodo nell’azione politica e programmatica per il settore primario di Basilicata, a condizione che si apra al contributo delle rappresentanze sia sindacale che delle autonomie locali e consapevoli dell’importanza della multifuznionalità sappia richiamare condizionare e integrarsi con le altre politiche di sviluppo territoriali a partire dai programmi FESR, FSE e FAS.
Queste sono le premesse per generare un reale, forte e innovativo progetto agricolo-alimentare della nostra regione”.



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