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Cia:positivo richiamo Napolitano a problemi agricoltura sud

4/10/2009

Il Presidente della Repubblica Napolitano tra i problemi del Mezzogiorno non ha certo dimenticato quelli dell’agricoltura sottolineando come “di fronte ad un mercato mutevole e fortemente concorrenziale, gli agricoltori del Sud sono oggi chiamati a confermare il ruolo di impulso e sostegno all’intera economia locale, anche valorizzando le grandi risorse di capitale umano di cui dispone”.
E proprio il suo richiamo è stato uno dei motivi centrali della terza Conferenza Economica della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori a Lecce che, presente una nutrita delegazione lucana della Cia guidata dal presidente Donato Distefano, ha visto un approfondimento dei temi del federalismo e del mercato affrontati nei numerosi interventi del Capo dello Stato in Basilicata.
“Nell’agenda di governo l’agricoltura continua ad avere uno spazio sempre più marginale. Sia il Dpef che la legge finanziaria per il 2010, che i sei decreti anticrisi – è stato sottolineato nella Conferenza Economica della Cia - lo dimostrano chiaramente. L’impatto che questi provvedimenti hanno avuto sul settore sono totalmente insufficienti. Ma a preoccupare è soprattutto il fatto che vengono prelevati dalle tasche degli agricoltori oltre 550 milioni di euro l’anno. Un taglio netto a risorse che nell’attuale momento di crisi profonda rischiano di provocare pesanti contraccolpi alle imprese che fanno i conti con costi produttivi e contributivi alle stelle, con asfissianti adempimenti burocratici e con prezzi sui campi in caduta libera”.
“L’agricoltura - ha rimarcato il presidente della Cia lucana Distefano - è l’unico settore che, con la finanziaria 2010, subisce un aggravio fiscale e contributivo. Il testo approvato dal governo cancella, di fatto, le agevolazioni previdenziali per le imprese agricole che operano nelle aree svantaggiate. E ciò comporta un onere aggiuntivo per gli agricoltori di circa 200 milioni l’anno. Non solo. La manovra per il prossimo anno taglia anche le agevolazioni fiscali sulle accise del gasolio per le coltivazioni sotto serra, per l’acquisto e la rivalutazione dei terreni agricoli, con un onere di oltre 150 milioni l’anno”.
“Noi diciamo - ha rilevato il presidente della Cia - che una nuova politica agraria nazionale è necessaria proprio per superare i punti di debolezza della nostra agricoltura che ne rallentano lo sviluppo e per consolidare i punti di forza e conquistare maggiore competitività. E allora, senza pretesa di completezza, proviamo a disegnare alcune condizioni di questo nuovo rinascimento”.
Soffermandosi sulla questione del nuovo federalismo fiscale, il presidente della Cia ha messo in risalto i possibili problemi per il settore primario. “C’è il rischio che crescano le difficoltà delle Regioni a trovare copertura finanziaria per lo sviluppo dell’agricoltura; sempre più le Regioni saranno chiamate ad agire in modo coordinato su programmi di rilevanza nazionale; sempre più necessaria sarà la nostra azione per sostenere gli interessi dell’agricoltura all’interno dei bilanci delle Regioni”.



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