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ENI: IDV, discrminazioni per i lucani nelle nuove assunzioni programmate

23/09/2009

“L’Eni continua a discriminare la manodopera locale e si appresta ad assumere una trentina di unità nel Centro Oli di Viggiano facendo ricorso a lavoratori che hanno partecipato ad attività di formazione in strutture del gruppo, tra cui quella di Siracusa, alle quali però non sono stati ammessi lavoratori lucani”. A sostenerlo è il capogruppo di Idv al Consiglio Provinciale di Potenza Vittorio Prinzi. “Dopo lo smantellamento del Distretto di Ortona e la conseguente attuazione dei primi provvedimenti logistici legati al Piano Industriale che prevede la chiusura della sede direzionale E&P di Ortona e il trasferimento di una ventina tra funzionari e dipendenti del polo di Sant'Elena (Abruzzo) in parte a Ravenna e in parte in Val d'Agri – sottolinea Prinzi – ci attendevamo che il Distretto Eni a Viggiano, per i nuovi, rilevanti e impegnativi compiti aziendali, rappresentasse un’occasione per ampliare l’occupazione diretta e nell’indotto, mantenendo comunque i livelli occupazionali dei lavoratori della precedente sede di Ortona. Non va sottovalutato che secondo il rapporto della Cgil sull’indotto industriale e di servizi del Centro Olio Eni di Viggiano sugli attuali 450 occupati in modo continuativo, a gennaio 2009, tra il Centro Olio e i pozzi, poco più del 50% sono lucani (la metà dei dipendenti dell’Eni, i due terzi di Apm e Italfuld, il 90% delle imprese della manutenzione programmata). Pertanto l’Eni deve mantenere gli impegni affermati in più occasioni e in incontri istituzionali – aggiunge il capogruppo di Idv – per accrescere la percentuale di manodopera lucana e locale. Ciò invece non accade anche perché non c’è alcun rapporto con il Dipartimento Formazione-Lavoro della Regione per la programmazione di attività specifiche di formazione in quanto l’Eni preferisce fare da sola sicuramente per avere le mani libere sui criteri di assunzione. E’ noto infatti che nel caso del ricorso ad attività formative con il P.O. FSE BASILICATA 2007-2013 – precisa Prinzi – l’Eni sarebbe obbligata a prevedere assunzioni di corsisti lucani. La situazione è perciò diventata intollerabile e richiede un’immediata e forte iniziativa di Regione, Provincia, Comuni della Val d’Agri per ottenere un tavolo di confronto con il management dell’Eni che deve chiarire al più presto, prima di formalizzare nuove assunzioni, il proprio comportamento”.



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