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Viggianello: il ricordo di Vincenzo Attadia, noto come ‘Zullio’

13/02/2019

Franco Tassi ed i collaboratori del Centro Parchi Internazionale hanno voluto ricordare Vincenzo Attadia: grande amante della natura e da sempre contrario all’attività della Centrale del Mercure, conosciuto da tutti come “Zullio”, scomparso lunedì scorso e il cui nome sarà sempre legato al “Patriarca”: il più antico pino loricato che all’epoca si conoscesse.
“Ricordiamo con sincero e profondo affetto Vincenzo Attadia detto “Zullio”, che durante le nostre prime esplorazioni al Pollino fu uno dei più validi, leali e modesti collaboratori”
“Tra l’altro – aggiungono – fu proprio lui che, nella campagna di ricerche del Centro Studi Ecologici Appenninici dell’anno 1988, accompagnò l’equipe dendrocronologica a misurare il gigantesco Pino loricato, detto “Il Patriarca” (con lui nella foto), che rivelò un’età prossima al Millennio (oggi ampiamente superata)”.
“Questa scoperta – termina il comunicato – insieme agli altri importanti risultati scientifici raccolti nelle nostre spedizioni al Pollino, sia nel versante della Basilicata che in quello della Calabria, fu decisiva nel far prevalere la civile e lungimirante proposta di creare in questa catena montuosa un grande Parco Nazionale, anziché aprire la montagna alla disastrosa invasione di strade, impianti, cemento e residenze”.
“È proprio grazie a Zullio che allora fu scoperto il “Patriarca” – spiega Giuseppe Cosenza, agronomo e guida ufficiale del parco del Pollino – e se il Pollino oggi è un’area protetta, lo si deve anche a questa scoperta. Il Patriarca si trova nel territorio calabrese: che all’epoca non era protetto, a differenza di quello lucano che era già tutelato dalla Regione. Quindi come mi ha riferito personalmente Tassi, se oggi anche il versante calabrese è diventato una riserva naturale, è anche per merito suo”.

Gianfranco Aurilio
lasiritide.it




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