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Azienda agricola Mario Castelluccio: 40 anni tra ricerca e innovazione

24/10/2018

Quaranta anni di passione, dedizione, amore per la terra e per il territorio; quaranta anni di un lungo cammino che ha consentito ad un’idea di nascere e di crescere, sperimentando senza mai dimenticare le proprie radici. Questa è la storia di una intuizione alimentata dal coraggio; è la storia di una visione lungimirante che ha reso un piccolo territorio che sembrava al confine del mondo produttivo, pioniere di un’attività imprenditoriale.
E’ la storia dell’Azienda Castelluccio, che nasce a Senise nel 1978 dall’intuizione del Dott. Mario Castelluccio di dar vita a una nuova attività ancora sconosciuta sul territorio nazionale e internazionale. Grazie a un articolo letto su una rivista specializzata, Mario Castelluccio contatta il Prof. Floriano Ferri, docente di micologia presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, che ha messo a punto la composizione del substrato da utilizzare per la coltivazione del fungo cardoncello (Pleurotus eryngii), un fungo pregiato, tipico dell’area mediterranea. Nasce così una collaborazione che, dopo diverse prove e il superamento di non poche difficoltà, porterà alla convinzione che la produzione di substrato per la coltivazione del fungo cardoncello sarebbe potuta diventare una vera e propria attività produttiva e commerciale.

Così è stato e, in pochi anni, seguendo l’esempio dell’Azienda Castelluccio, sono nate altre realtà produttive fino a far diventare il cardoncello il terzo fungo coltivato in Italia.

Nel 1991, Mario Castelluccio, ha costituito l’Italmiko S.r.l. che si occupa della trasformazione e conservazione di funghi ed ortaggi.

Da qualche anno l’Azienda Castelluccio è stata accreditata presso la Regione Basilicata per la produzione di Micelio e ha iniziato a dedicarsi alla coltivazione del fungo cardoncello mediante nuove metodologie.

Attualmente, quindi, per quanto concerne il fungo cardoncello, l’Azienda Castelluccio si occupa accuratamente dell’intera filiera di produzione, dalla selezione delle spore del fungo e la produzione di micelio presso i laboratori aziendali, alla produzione di substrato e coltivazione del fungo per terminare con la trasformazione e conservazione, garantendo la massima sicurezza per la realizzazione di un prodotto di qualità.
Gli elementi che hanno contraddistinto l’Azienda Castelluccio nel corso degli anni sono stati la costanza e la determinazione nell’affrontare e risolvere gli innumerevoli problemi che una nuova attività inevitabilmente incontra nel suo sviluppo, applicandole nell’ambito della ricerca e sperimentazione sia nei laboratori che nelle serre di coltivazione di cui è dotata l’azienda.
Le collaborazioni-In questi 40 anni di attività, l’Azienda Castelluccio ha avuto un notevole sviluppo nel settore e ha intrattenuto rapporti di collaborazione con vari Enti come l’ENEA realizzando diversi progetti di studio tra cui ricordiamo: INRI (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione): interventi per l’ottimizzazione del processo produttivo e per la qualificazione del fungo cardoncello.

Ha collaborato con diverse Università Italiane: Potenza, Bari, Palermo.

Ha suscitato l’interesse professionale da parte di altri paesi internazionali. E’ stata ricevuta in Azienda la visita di una delegazione del Ministero dell’Agricoltura cinese che ha proposto una collaborazione per la realizzazione di una fungaia in Cina.

Ha partecipato a diverse iniziative come il progetto “Tempus” per gli aiuti in Albania e, ultimamente, come sponsor al primo convegno mondiale sui funghi tenutosi a Palermo.

Il Dott. Castelluccio, inoltre, è stato ospite in diverse trasmissioni televisive come ad esempio “Linea Verde”. Ha avuto il piacere di ospitare William Salice, stretto collaboratore di Ferrero. Ha incontrato Oscar Farinetti presso Eataly di Bari.


La ricerca, i risultati raggiunti-L’evoluzione di questa particolare attività è segnata da alcuni significativi passaggi che meritano di essere menzionati:

a) Lotta al “tricoderma”. Negli anni ‘80 questa malattia, con l’aumentare delle coltivazioni, ha seriamente messo in difficoltà lo sviluppo dell’attività. La soluzione fu trovata nell’attento esame dei dati forniti dai coltivatori nonché nella selezione di alcune varietà naturalmente più resistenti agli attacchi di questo fungo antagonista;
b) Probabile indebolimento delle varietà di fungo coltivate. Il problema si è presentato nel 2005. La soluzione è stata individuata nell’adottare una tecnica di laboratorio incrociando due varietà di fungo cardoncello con caratteristiche diverse realizzando nuove varietà più vigorose e integrando il substrato con nuovi elementi nutritivi rendendolo più produttivo, permettendo così all’Azienda Castelluccio di continuare il suo percorso e di confermarsi quale azienda leader del settore;
c) Lotta alla “batteriosi”. Malattia che da sempre colpisce le coltivazioni di cardoncello compromettendo anche l’intera coltivazione. A causa della batteriosi, per svariati motivi, è stato impedito lo sviluppo della commercializzazione di questo fungo nonostante sia richiesto da tutte le categorie commerciali GDO, HORECA ecc…In letteratura, dagli anni ‘80, esistono decine di pubblicazioni, nazionali ed estere, indirizzate alla soluzione di questo problema. Diverse strutture Universitarie, nell’ambito della ricerca, hanno preso in esame il problema della batteriosi ma senza trovare una adeguata soluzione.

Dal 2006 anche l’Azienda Castelluccio ha deciso di dare inizio alla ricerca di una soluzione al problema batteriosi. Dopo innumerevoli studi e prove, grazie ad alcune intuizioni e alla costante osservazione dei cambiamenti che si verificavano nel corso della ricerca, nel 2014 l’Azienda ha messo a punto una particolare tecnica di coltivazione, in ambiente controllato, che permette di contenere gli attacchi di batteriosi e nel contempo consente di evitare l’utilizzo del terreno di copertura, di fitofarmaci e di conservanti, ottenendo un fungo sano, sicuro e di qualità. La nuova tecnica di coltivazione consente, inoltre, di avere la disponibilità del prodotto fresco, settimanalmente, per tutto l’arco dell’anno, garantendo la richiesta regolarità nelle consegne e dando così la possibilità a questo pregiato fungo di potersi sviluppare in tutta Italia e all’estero.

Con l’inserimento di questa nuova tecnica di coltivazione, è stato possibile ottenere la certificazione per l’effettuazione della coltivazione del cardoncello BIO.

Lo scorso 17 ottobre altresì è stato concesso il BREVETTO PER INVENZIONE INDUSTRIALE per il “procedimento per la coltivazione del fungo cardoncello in ambiente climatizzato e sterile”.






Nel riquadro grande: Mario Castelluccio con il Prof. Floriano Ferri, con Oscar Farinetti e al convegno mondiale sui funghi.


Azienda agricola Dott. Mario Castelluccio
C.da Massanova snc
85038 – Senise (PZ)
P.I.: 00277210761
C.F.: CST MLF 42T17 I610W
Tel: 0973.584945
www.cardoncellocastelluccio.it
info@castellucciofunghi.it



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