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Senise, alla ‘Cappellina di San Biagio’ ritorna l’antico splendore

7/08/2018

Sabato pomeriggio, 4 agosto, è stata riaperta al culto la “Cappellina di San Biagio”, chiusa da circa un mese per lavori di restauro. Con l’inaugurazione viene restituito alla comunità un edificio di grande importanza storica oltre che religiosa. La chiesetta è inserita nel complesso della parte alta di Senise e si apre sulla piazza “Largo della Libertà”. San Biagio, a cui è intitolata la cappellina, è raffigurato sul frontale della chiesetta ,opera artistica di Annamaria Polito. Davanti a numerosi fedeli il parroco don Pino Marino, la sindaca Rossella Spagnuolo e la prof.ssa Polito, hanno partecipato alla cerimonia. Prima della benedizione, il parroco insieme ai saluti ha ripercorso i momenti e gli interventi effettuati dall’impresa Berardi Domenico:
“Dopo alcune settimane di restauro, apriamo al culto la “ Cappellina di San Biagio” che ha subito alcuni interventi a partire dalla copertura per sopperire all’umidità provocata dalla infiltrazione di acqua piovana. All’interno abbiamo ripristinato alcune zone vicine all’altare e completate con la tinteggiatura della volta ricadente sopra l’altare. Per l’occasione abbiamo voluto mettere anche un condizionatore per riscaldare l’ambiente durante l’inverno e rinfrescarlo durante l’estate. I restauri più importanti sono stati fatti all’esterno con la completa tinteggiatura della cappellina, cambiando anche i colori per dare una degna cornice alle immagini sacre che sono state riprodotte sul frontale della chiesetta raffigurante l’immagine di San Biagio,vescovo e martire e i segni del suo essere pastore della Chiesa e del suo martirio. Con queste immagini sacre abbiamo voluto dare quasi una dedicazione a San Biagio. Ci sono dei video di tantissimi anni fa, risalgono infatti all’arrivo in parrocchia di don Egidio Guerriero che durante una processione del patrono San Rocco, disse che la cappellina anticamente era dedicata a San Rocco. Con il passare degli anni si sono perse le tracce di questa affermazione e San Rocco fu degnamente custodito in Chiesa Madre. Subito dopo il dopo guerra questa piazza che ci ospita fu chiamata Piazza della Libertà. Allora, perché ogni senisese per darsi un appuntamento nomina la piazza San Biagio? Probabilmente in tempi non molto remoti, qualche abitante del rione ha fatto arrivare una reliquia di San Biagio che la tradizione voleva che tale reliquia venisse incastonata nell’altare. Negli anni, attraverso i vari restauri questa reliquia è andata persa e oggi non c’è traccia. Ho trovato in canonica, sistemata per bene, quello che rimane dell’attestazione e autenticità della reliquia andata persa e che era stata collocata nella cappellina. Con ogni probabilità la presenza della reliquia di San Biagio ha fatto si che la cappellina venisse dedicata al santo martire. Ora, la pergamena è stata recuperata, abbiamo rifatto la dedicazione con l’immagine impressa sul frontale, rimane solo la risposta del parroco di Maratea e del vescovo , a cui mi sono rivolto con l’intento di avere una reliquia di San Biagio che riceveremo con tutti i crisma e le attenzioni dovute a questo santo di cui molti senisesi sono devoti, da custodire in un reliquiario in questa cappellina, in modo da fala diventare un piccolo santuario di San Biagio, unitamente al santuario della Madonna di Costantinopoli che per certi mesi ne diventa la sede principale.

Per la parte artistica ho cercato qualche artista che con tecniche di conservazione potesse riproporre l’immagine di San Biagio e mi sono rivolto ad Annamaria Polito che con trepidazione ha accettato di realizzare l’opera. La scritta in latino, sotto i segni del martirio, riprendono la liturgia dei martiri che tradotta afferma “ Invitta martire i tuoi servi e il tuo popolo proteggi” come segno di protezione di San Biagio per tutto il nostro paese a cui noi lo vogliamo affidare, lui che è stato un vero e autentico pastore che ha saputo immedesimarsi e capire le pecore, la vita e le sofferenze delle pecore stesse, come il Buon Pastore Gesù “. Dopo il saluto della sindaca Rossella Spagnuolo che si è congratulata con il parroco e la Diocesi per l’attenzione rivolta alla custodia e la cura, investendo delle risorse, per il nostro patrimonio culturale che è fonte di storia e cultura. “ i lavori effettuati in cappellina- ha proseguito la sindaca – non sono solo lavori di bellezza e di decoro , perché questi monumenti vanno curati per offrire ai nostri cittadini un’accoglienza sicura. Noi siamo a fianco in questo lavoro di adeguamento delle nostre strade e delle nostre piazze e ci rendiamo conto che c’è tanto da fare. Abbiamo voluto anche noi rendere questa piazza più bella azionando lo zampillo della fontana decorandola con i fiori . Il mio appello è rivolto ad un senso civico maggiore. La nostra comunità ancora deve fare tanto per quelle che sono le norme civiche sul rispetto dell’ambiente. Portiamo nelle nostre case questa sera – conclude il primo cittadino - il senso della bellezza, il senso della fede che questa sera ci viene trasmesso ancora più forte dalla storia di questo luogo che è uno dei simboli principali della nostra comunità”. La creatrice dell’opera Annamaria Polito nel suo intervento ha spiegato le tecniche usate per mantenere i colori sempre vivi: “ Sono rimasta incredula quando don Pino mi ha telefonata, perché l’importanza e la responsabilità dell’opera mi ha fatto nascere il dubbio e la paura di non essere in grado di realizzarla. Quando ho visionato la bozza, mi ha colpito lo sguardo e la preoccupazione maggiore è stata quella di mantenere quella dolcezza. Spero di essere riuscita ed avere soddisfatto le vostre aspettative sulla creazione dell’opera. Ho cercato di usare colori acrilici, prodotti nuovi che dovrebbero mantenere la loro vivacità sia con il caldo e sia con il freddo. Ringrazio don Pino che mi ha dato l’opportunità di lasciare qualcosa alla nostra comunità che poi è stata la molla che mi ha spinta ad accettare di realizzare l’opera”.

Vincenzo Terracina



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