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'Nessuno tocchi Rocco Scotellaro'

30/11/2018



Paolo Saggese, Direttore scientifico del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud e Giuseppe Iuliano,
Presidente del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud, hanno scritto una lettera aperta in merito alla
decisione del sindaco di Tricarico, Antonio Melfi, di intitolare la Biblioteca Comunale ad una poetessa ottocentesca, Laura Battista, e non a Rocco Scotellaro. Il sindaco ha spiegato alla stampa che non c’è stato alcun cambio del nome alla biblioteca perché la Biblioteca comunale non è mai stata intitolata a Scotellaro. Almeno non ufficialmente.

"In questi giorni così confusi e carichi di tensioni- si legge nella lettera- in cui le notizie planetarie si susseguono e sembrano perdere di importanza l’attimo dopo la loro divulgazione, alcuni amici di Tricarico ci hanno informato di una questione apparentemente insignificante eppure carica di un valore simbolico inestimabile.
In questi giorni, appunto, la Giunta e il Consiglio comunale di Tricarico hanno deliberato l’intitolazione della Biblioteca comunale, che portava il nome di Rocco Scotellaro, alla poetessa del secondo Ottocento Laura Battista. L’Amministrazione comunale, almeno sulla base delle ricostruzioni, che abbiamo potuto leggere, ha sostenuto che l’intitolazione a Rocco Scotellaro, al poeta “della libertà contadina”, non sia mai stata accompagnata da una deliberazione ufficiale, sebbene sia facilmente consultabile un sito internet che annuncia l’esistenza della “Biblioteca comunale Rocco Scotellaro”, sebbene esistano presumibilmente moduli, un regolamento, uno o più bibliotecari, che hanno già lavorato e lavorano in una Biblioteca comunale “Rocco Scotellaro”, sebbene i libri lì custoditi riportino presumibilmente timbri con sopra scritto “Biblioteca comunale Rocco Scotellaro”.
Dal momento che non esisteva una precedente deliberazione ufficiale, l’Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno intitolare la Biblioteca alla poetessa, sostituendola con il poeta-sindaco Rocco Scotellaro. Ovviamente, non è qui il caso di stabilire sulla bilancia quale dei due poeti sia più degno di tale intitolazione né di ingaggiare una polemica letteraria fuori luogo. Analogamente, il fatto che esista un Centro studi o di documentazione intitolato a Rocco non rende meccanicamente incompatibile l’intitolazione a Scotellaro di una Biblioteca.
La questione è ben altra.
A nostro modesto parere l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto semplicemente confermare, qualora ve ne fosse stato bisogno, l’intitolazione della Biblioteca ad un giovane morto a trent’anni dopo aver dedicato le sue energie migliori al progresso di Tricarico, della Basilicata, del Sud, dopo aver subito l’onta di un’ingiusta persecuzione politica, dopo aver espresso in poesie sublimi l’ansia, la speranza, il sogno di un Mezzogiorno nuovo.
Rocco Scotellaro è simbolo non solo di Tricarico, non solo della Basilicata, ma dell’intero Mezzogiorno. I suoi meriti sono tali e tanti che sarebbe vanto di qualsiasi Biblioteca fregiarsi del suo nome.
Rocco è un simbolo, che dovrebbe essere salvaguardato.
Noi sappiamo che i cittadini di Tricarico e della Basilicata tutta ammirano Rocco Scotellaro e che ogni pietra di quella parte del Sud fa eco alle sue poesie. Lo sappiamo dai libri che abbiamo letto, dai racconti, che abbiamo ascoltato. Sappiamo che nelle case di Tricarico ancora gli anziani conservano le fotografie del giovane poeta-sindaco socialista quasi fosse un figlio o un fratello o un padre, sappiamo che i poveri braccianti amavano così tanto Rocco da non credere alla sua morte, che i giovani immaginavano di sentire sulla sua tomba i versi delle sue poesie di lotta e di testimonianza.
Ancora increduli, sperando che si tratti di una “falsa notizia” del web, Vi chiediamo di riflettere e di considerare se oggi ancora la poesia e la testimonianza di Rocco Scotellaro vi appartengano o facciano parte di un passato da cancellare, se quel poeta, che ha commosso intere generazioni, non sia il simbolo più alto che il paese di Tricarico possa donare alla storia intera della cultura nazionale.
Proprio negli anni in cui l’Italia e il mondo riscoprono la Basilicata di Rocco Scotellaro nell’anno di Matera Capitale europea della Cultura, non avvenga che il paese, che Rocco amava di un amore sublime, rinneghi il ricordo e la memoria del suo più nobile figlio".


Sull'argomento è intervenuto anche l'attore lucano Ulderico Pesce, che ha interpretato, in un suo celebre lavoro, proprio la figura del poeta e sindaco contadino.

Gentile Sindaco Melfi, oggi più che mai, in Basilicata e nell’Italia tutta, tocca salvaguardare e far conoscere Rocco Scotellaro, che deve rappresentare un modello di vita per la passione che lo ha animato; un esempio politico per la serietà con cui ha operato in difesa dei più deboli; un baluardo poetico per come ha saputo interpretare e divulgare le radici prime del nostro popolo. Gentile Sindaco, ci conosciamo da una ventina di anni, a volte il nostro confronto è stato duro, altre volte anche piacevole e serio. Lei, come Sindaco di Tricarico, ha un compito importante: “salvaguardare e potenziare la figura di Scotellaro” in questi “anni bui”. Sono sicuro che lei questo compito potrà interpretarlo nel migliore dei modi come hanno già fatto i suoi predecessori. Le chiedo di ripristinare l’intitolazione della Biblioteca Comunale al nostro Rocco. Amava i libri e la letteratura. La letteratura popolare. L’istruzione pubblica. Quale posto migliore da intitolare a lui se non un luogo pieno di libri? La prego, senza alcuna polemica, di dare alle cose il posto e il nome che meritano. Oggi Tricarico ha bisogno di pace. Impariamo a chiudere le campagne elettorali il giorno dello spoglio dei voti. Oggi lei è il Sindaco di tutti. Custode della memoria di tutti i tricaricesi. E poiché amo Scotellaro sopra ogni cosa, è anche il mio Sindaco. Oggi a Tricarico, le energie migliori di tutti gli schieramenti politici e della società civile, devono darsi da fare per restituire, con un’azione comune, la centralità che merita un paese straordinario per storia e bellezza.



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