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Concorsopoli, la gip: ‘Pene che non prevederanno sospensione condizionale’

7/07/2018



La concorsopoli lucana ha fatto ormai il giro d’Italia, e non solo. Tutti ne parlano e il contenuto delle intercettazioni è ormai di dominio pubblico. Giova però ricordare che siamo ancora agli inizi della vicenda e nessuno è colpevole fino all’ultimo grado di giudizio (per chi andrà sotto processo). Ma quanto riportato appare molto grave e merita un approfondimento.
Marcello Pittella, Filippo Bubbico, Vito De Filippo (gli ultimi due non indagati), un prelato e “vescovi non meglio identificati”, sono solo alcuni dei nomi che compaiono nelle oltre 400 pagine di ordinanza con la quale la gip Angela Rosa Nettis del Tribunale di Matera ha disposto le misure cautelari per una trentina di persone che avrebbero pilotato le prove di quattro concorsi pubblici.
Pesanti le accuse nei confronti del governatore lucano. “Marcello Pittella – si legge – è il deus ex machina”, “detta le sue regole partitocratiche, trasmette i suoi elenchi, le sue liste verdi, le sue direttive”. “Nulla si muove senza il suo suggello”.

Nelle rete delle intercettazioni è finito anche un prelato, vicesegretario del Vescovo di Matera, il quale, “in assenza di Pittella”, pare essere stato messo in contatto direttamente con De Filippo (anch’egli non indagato) “che si metterà a disposizione”. “Alla fine le sue richieste verranno esaurite perché la sorella del prelato risulterà vincitrice del concorso”. Bubbico avrebbe chiesto una “raccomandazione”, ma nemmeno l’ex presidente della Regione risulta indagato poiché “l’ipotesi non traducibile in reato”. In uno dei passaggi delle telefonate viene fuori l’impianto probatorio costruito dai magistrati. A proposito di una richiesta di raccomandazione, l’ex dg Asm ha risposto di rivolgersi “a Marcello”, poiché lui “lo coinvolge sempre”. Si parla anche di un vero e proprio “elenco del presidente”e di un “sia fatta la sua volontà”, in quanto tutto si fa “con il suo placet (Pittella, ndr)”.

Un sistema nel quale “documenti venivano occultati e distrutti” ed era indicata “sia la votazione reale (in rosso) che quella maggiorata per ciascuno dei candidati segnalati alla presidente della Commissione dal presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella e dal direttore dell’ASM sottoponendola alla preventiva approvazione di questi ultimi, i quali prestavano il loro consenso quali concorrenti morali determinatori e istigatori della condotta dei pubblici ufficiali”. È scritto a proposito di “un reato commesso in Matera il 26.05. 2017”. E ancora: “le votazioni non avvenivano attribuendo punteggi numerici come indicato nel verbale e stabilito nel bando”, “ma attraverso giudizi” quali, ad esempio, “insufficiente in minuscolo”, “insufficiente in piccolo”, “sufficiente pieno”, “sufficiente meno meno”, “insufficiente con punto interrogativo”, “atteso che non dovevano essere valutazioni definitive (come indicato nel verbale e stabilito nel bando) ma semplicemente indicazioni di massima, così riservandosi la possibilità di calibrare i punteggi solo dopo l’attribuzione soggettiva degli elaborati favorendo i candidati segnalati”.
Tuttavia, “le procedure di concorso sarebbero apparse connotate da legalità, come detto, se la falsificazione, l’occultamento, la distruzione dei documenti, non fosse stata dimostrata da immagini e discorsi, se l’illecito non fosse stato documentato in presa diretta dai sussurri, dai pizzini (quando ormai era noto che ci fosse un’inchiesta, ndr), da una gestualità che appartiene davvero a un mondo delinquenziale di elevata caratura”.

Ai domiciliari anche un docente universitario ordinario a Bari accusato di corruzione “per aver ottenuto incarichi di assistenza e consulenza legale”, in cambio “della disponibilità ad agevolare la carriera universitaria e professionale del figlio del commissario (ex dg) dell’Asm”. Quest’ultimo finito in carcere insieme alla direttrice amministrativa dell’Azienda Sanitaria di Matera.
Secondo quanto è emerso “il dg avrebbe saputo di essere intercettato dal senatore Margiotta”, e comunque si evince che la foglia sarebbe stata mangiata alla fine del mese di maggio del 2017.

Marcello Pittella, cui è stata dimostrata “piena solidarietà” dagli altri componenti della Giunta regionale, al momento non si è dimesso dall’incarico di governatore ma su di lui, come sugli altri, pesano come macigni le motivazioni addotte dal gip alla base delle misure cautelari. Comminate, oltre che per “stare tutti lontani da occasioni di ricaduta nella commissione di analoghi reati”, anche in quanto “per la gravità dei fatti contestati, può ritenersi che in sentenza non possono riportare, pur facendo ricorsi a riti alternativi, una pena rientrante nei limiti temporali ai fini della concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena”.

Gianfranco Aurilio
lasiritide.it



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Melfi: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile dalle ore 22:00 di oggi alle ore 08:00 di domani mattina potrebbe essere sospesa o subire cali di pressione, nelle seguenti zone: Valleverde, contrade Cardinale e Bicocca, frazione Leonessa.

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