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A Sant’ Arcangelo una piazza dedicata a Decio Scardaccione

19/03/2017



Una giornata storica: Sant’Arcangelo e i santarcangiolesi hanno voluto dedicare una piazza, nel centro storico del borgo, all’indimenticabile Decio Scardaccione, nel giorno del centenario dalla nascita. Il sindaco Vincenzo Nicola Parisi, in accordo con i familiari, ha avuto l’onore di svelare due targhe dedicate al senatore santarcangiolese, la prima posta propria dinanzi a quella che è stata l’abitazione di Scardaccione sin dall’infanzia, la seconda nell’ex piazzetta “Marrocco” e da oggi piazza Scardaccione. “Zio Decio”, così come viene amorevolmente chiamato e ricordato ancora oggi dall’intera comunità, avrebbe compiuto, nell’anno attuale cento anni e, non a caso le celebrazioni hanno avuto luogo nella giornata di ieri. Di fatti l’idea di dedicargli una zona storica del paese, è nata alcuni anni fa grazie all’ex amministrazione, con Domenico Esposito sindaco ed è stata prima confermata e poi appoggiata in pieno, dall’amministrazione attuale, presieduta da Vincenzo Nicola Parisi. Tra i presenti, oltre ai tantissimi santarcangiolesi, molti politici lucani e famiglie arrivate anche da località molto distanti. In seguito ci si è spostati a San Brancato, presso l'Istituto Agrario I.P.S.A.S.R (Istituto Professionale di Stato per l'Agricoltura ed i servizi rurali) di cui Scardaccione ne è stato il fondatore e dove si è dato vita ad un convegno per onorarne la memoria. L’istituto agrario, che offre da sessanta anni lavoro a numerosi dipendenti ed è a disposizione delle famiglie lucane ed extralucane, per l’istruzione dei propri figli e che continua ad offrire un’offerta formativa ottimale, grazie alla scuola sempre più all’avanguardia e al convitto che ospita ragazzi e ragazze provenienti dall’intera Basilicata, è l’eredità più bella ed importante che Scardaccione ha regalato alla comunità santarcangiolese, della quale fortunatamente ne trae e, ne trarrà in futuro benefici enormi e incalcolabili. A dare il via al convegno, è stato il sindaco Parisi che, dopo i primi ringraziamenti alla famiglia dell’ex senatore, ai dirigenti della scuola, del convitto e a tutti i presenti, ha sottolineato l’importanza dell’istituto per l’ottima offerta formativa e ha inoltre comunicato che, a breve, il complesso sarà utilizzato anche come zona per elisoccorso(118) notturno. A termine del discorso del primo cittadino, la famiglia, con la figlia in prima persona, ha voluto donare un quadro all’istituto agrario, con il ritratto di Scardaccione in versione giovanile. Prima che il direttore Ilario Cagliuso potesse prendere la parola per ringraziare, molti applausi e tanta commozione. Cagliuso che nell’occasione, fa le veci del dirigente scolastico Angelo Mazzatura, impossibilitato a presiedere l’incontro per impegni all’estero, ha voluto testimoniare quanto l’idea avuta e trasformata in realtà da Scardaccione, fosse fondamentale per la formazione dei ragazzi nel campo dell’agricoltura e dell’imprenditoria nel settore. Subito dopo, ha preso la parola il preside storico ( ha diretto per ben 27 anni questo Istituto) Girolamo Vignola che è stato anche alunno presso l’Università di Bari del Professore Scardaccione, ha spiegato in modo tecnico ed esaustivo, le caratteristiche quasi uniche a livello nazionale della scuola, grazie anche alla presenza del convitto maschile e femminile, con caratteristiche ed impianti che lo rendono quasi unico e senza eguali nell’intero meridione. A raccontare della grande personalità e umanità di Scardaccione, Paolo Continanza, il quale non ha nascosto di ritenersi fortunato per aver avuto la possibilità di poterci collaborare e quindi formare dal punto di vista umano e lavorativo. Il dottore in agraria Vito Briamonte, ha riferito di quanto sia amato e ricordato non solo nel suo comune di nascita ma, anche nell’intera regione ed oltre, come la Puglia e il Molise in modo particolare. “Ha voluto e ci è riuscito, a far diventare gli agricoltori lucani in veri imprenditori”. L’ultimo a prendere la parola dal tavolo posto di fronte la platea, è stato il professore dell’università di Basilicata Antonio Lerra che, ha sintetizzato la figura di zio Decio, più che del politico, dell’uomo e grande programmatore, una delle sue affermazioni: “E’ stato uno dei massimi esponenti illuministi. Ha fatto la politica del noi e non dell’io. Aveva una visione alta, larga e ampia. Amava ascoltare e dialogare”. Dopo gli interventi programmati, è stata data l’opportunità di prendere la parola ai presenti in sala e, in tanti non si sono tirati indietro. A rendere omaggio per primo è stato il sottosegretario Vito De Filippo che, nonostante le sua capacità dialettica, non è riuscito a nascondere l’emozione dovuta ai ricordi di una vita. Ha raccontato dell’aneddoto del loro primo incontro ed ha concluso evidenziando due caratteristiche peculiari di una persona indubbiamente da ricordare ed imitare: “dolcezza e fermezza”, nel perseguire le idee trasformandole in fatti. L’assessore Benedetto racconta: “non l’ho mai conosciuto di persona ma, andando in giro per l’intera regione, ne sento parlare spesso e sempre in maniera positiva”. L’ex senatore Lettieri ha ricordato dei contrasti avuti essendo lui comunista e Scardaccione democristiano, sempre però in modo civile e costruttivo. “Mi colpì la sua personalità, era una persona vera e non arrogante, cosa non facile per i politici”. L’ultimo intervento che vi proponiamo, è dell’ex senatore Romualdo Coviello, genero di Scardaccione: “sono stato fortunato perché sono stato un suo allievo e ho fatto parte della sua famiglia. E’ stato un grande innovatore in un tempo complesso e difficile”. Al termine la famiglia Scardaccione ha ringraziato il responsabile del convitto Francesco La Grotta che, si è prodigato insieme alla dirigenza, ai cuochi e collaboratori vari, nell’offrire un ricco e apprezzato buffet, non solo per qualità ma, anche per esposizione.

Carlino La Grotta



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