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Lo sblocca Italia blocca la Basilicata

30/08/2014



Il decreto legge “sblocca Italia” presentato ieri alla stampa, per quanto riguarda le attività petrolifere, riporterebbe tutte le “nuove” competenze in materia di trivelle a Roma, anticipando così quanto previsto dalla riforma del Titolo V della Costituzione che sancirà definitivamente il “principio” del preminente interesse nazionale in materia concorrente e di energia.

AUTORIZZAZIONI UNICHE PER TRIVELLE IN CAPO AI MINISTERI E NON PIU’ ALLA REGIONE
Sarà il Ministero dell’Ambiente d’intesa con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, così come già avviene per le “trivelle in mare”e non più la Regione Basilicata, a rilasciare le autorizzazioni per nuove attività petrolifere sul territorio lucano. Una decisione questa che ha messo in subbuglio gli uffici di via Verrastro a Potenza convocati dal governatore Pittella per chiarire gli effetti delle decisioni governative. Una decisione, quella del governo nazionale, già anticipata nei giorni scorsi dal Ministro dell’ambiente, Galletti, al meeting di Rimini.

In Via Verrastro, nel palazzo della Regione a Potenza, ieri il governatore Marcello Pittella ha convocato gli stati generali e gli uffici per fare il punto degli effetti delle decisioni governative, già definite “deludenti” per la Basilicata. Oggi alcuni giornali locali, ben informati, descrivono una scena già vista, allorquando l’attuale presidente della Regione Basilicata ha minacciato di ricorrere alla protesta eclatante a Roma, sulle orme del suo predecessore, Vito De Filippo, attuale sottosegretario alla Sanità. De Filippo – lo ricordiano – minacciò di rispondere al governo con i carri armati, nel caso si fosse attuato l’esproprio della sovranità “federalista” della Basilicata in tema di autorizzazioni regionali sugli idrocarburi (VIA – Valutazione di Impatto Ambientale). Furono però solo minacce, quelle dell’ex governatore De Filippo, così come gli effetti della cosiddetta “moratoria petrolifera” bluff bocciata dal governo e dalla Corte Costituzionale !.

MA COSA PREVEDE LO “SBLOCCA ITALIA”?
Ma cosa prevederebbe in concreto il decreto “sblocca Italia” in materia di trivelle ed energia ?Vale per il momento affidarsi alla versione ufficiale della Presidenza del Consiglio che oggi sulle questioni petrolifere scrive in un dispaccio la parte che riguarda il petrolio, il gas e l’energia:

“SBLOCCA ENERGIA” IL COMUNICATO DEL GOVERNO”
Infrastrutture Energetiche Strategiche.
Si interviene con una serie di misure che riconoscono la natura strategica delle infrastrutture di importazione, trasformazione e stoccaggio del gas. Tali opere, consentendo al Governo di procedere nel rispetto del riparto di competenze tra Stato e Regioni previsto dalla Costituzione e alla luce degli obiettivi posti dalla Strategia Energetica Nazionale (ndr autorizzazione in capo ai ministeri e non più alle Regioni).

Semplificazione Idrocarburi.
Oltre alle norme sulla realizzazione di infrastrutture necessarie per aumentare e differenziare i canali di approvvigionamento dall’estero, si è proceduto anche rispetto alla valorizzazione dei non trascurabili giacimenti di idrocarburi presenti sul territorio nazionale, sbloccando cospicui investimenti (ipotizzabili in 15 miliardi di euro). Si è quindi proceduto a riconoscere il carattere strategico delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale, delineando quindi procedure chiare ma commisurate alla natura di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità (ndr autorizzazioni in capo ai ministeri e non più alle Regioni). In particolare, si è prevista l’introduzione di un titolo concessorio unico, comprensivo delle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, rilasciato (ndr: dai ministeri Ambiente e Beni Culturali ed Ambientali) a seguito di una approfondita valutazione del richiedente, nel rispetto del principio di leale collaborazione con i diversi livelli territoriali, nonché del principio costituzionale di tutela dell’ambiente.

Basilicata.
Ulteriori norme finalizzate a ottimizzare lo sviluppo delle attività estrattive all’interno del territorio nazionale riguardano la Basilicata, che costituisce una risorsa strategica per il Paese e per la Strategia Energetica Nazionale. Le misure inserite nello “Sblocca Italia” consentiranno di intervenire a correzione di un paradosso: una Regione le cui risorse di idrocarburi potrebbero soddisfare il 10% del fabbisogno nazionale versa in una condizione di difficoltà derivante anche dai vincoli del patto di stabilità interno. La deroga a quest’ultimo, triennale e relativa alle risorse derivanti dalla parte incrementale ottenuta dalle produzioni in loco, esclude dai vincoli del patto le spese sostenute per la realizzazione di interventi di crescita economica e di miglioramento ambientale, comunque compatibili con le politiche di sviluppo nazionali e con la normativa generale del settore.

RISOLUZIONE PETROLIFERA? E’ FALLITA !
In attesa di comunicati ufficiali della Regione Basilicata che auspichiamo non mistifichino ancora una volta “i risultati” dello “sblocca Italia”, c’è oggi il comunicato ufficiale del Governo. Nella logica del presidente della regione Basilicata riassumibile “io ti do il petrolio e tu mi dai i soldi” sul piatto della bilancia vi sono solo promesse di opere infrastrutturali, finanziabili da un fondo unico presso il Ministero dello Sviluppo Economico ed un programma futuro da redigere ed approvare a seguito di intese con tutti i presidenti delle regioni interessate (ex memorandum). I fondi derivano dal trasferimento dell’ IRAP pagata dalle compagnie petrolifere, pari al 10% (dal 7%, passerebbe al 10% con un incremento del 3%). Fondo che dovrebbe finanziare anche l’ex card carburante.

ADDIO ANCHE ALLA CARD CARBURANTI
Una card che perderebbe la definizione di “bonus idrocarburi” ed assumerebbe valenza di “contentino” per la “coesione sociale” nei territori dove si estraggono idrocarburi. Insomma una sorta di “tanica” di benzina regalata ai poveri della Basilicata per un solo triennio che, secondo Renzi & e compagni, sarebbe una sorta di regalo alla Basilicata, sacrificata in nome dell’interesse strategico nazionale della SEN (Strategia Energetica Nazionale).

E IL PATTO DI STABILITA’ LUCANO CON LE ROYALTIES DEL PETROLIO?
In quanto al cosiddetto “patto di stabilità” ovvero i fondi da “sbloccare” derivanti dalle royalties per comuni “petrolizzati” e per la Regione, riguarderebbe solo la Regione e non i comuni. Sarebbe possibile “derogare” il patto di stabilità solo per tre anni (2015-2016, 2017) e nei “limiti di prodotto relative alle produzioni incrementali rispetto all’anno corrente e realizzate negli anni 2014, 2015 e 2016″. In parole povere “briciole” nel piatto di lenticchie del petrolio lucano. Sempre che il governo non decida di impugnare anche la legge regionale in materia di patto di stabilità. Alla luce di queste considerazioni ci chiediamo: è valso la pena per il consiglio regionale, con l’astensione dei consiglieri del M5S, approvare la “cambiale in bianco” al governatore Pittella della “risoluzione petrolifera”?. E’ valso la pena per i senatori lucani votare SI, con il solo voto del rappresentante di SEL e l’astensione fuori dall’aula del M5S la revisione del Titolo V in Senato?

E’ INIZIATO UN NUOVO ATTACCO AL TERRITORIO DELLA BASILICATA
Un fatto è certo, è iniziato un nuovo attacco all’ambiente, al territorio ed alla salute delle comunità della Basilicata che nei prossimi mesi vedrà “sbloccati” altri permessi di ricerca, oltre al raddoppio delle estrazioni nelle aree delle concessioni, ivi compresi gli stoccaggi del gas. Una regione alla quale non resta che prendere in mano direttamente le sorti del proprio futuro riconsiderando la delega in bianco data a quanti hanno svenduto ancora una volta in nome del denaro, del profitto e delle poltrone, la dignità e il territorio Lucano.


da olambientalista.it



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NEWS BREVI

18/06/2019 Comunicazione sospensione idrica oggi 18 giugno in Basilicata

Potenza, Pignola: per consentire l'esecuzione di lavori di riparazione, l'erogazione dell'acqua potabile sarà sospesa dalle ore 15:00 di oggi e fino al termine dei lavori. A POTENZA in contrada Faloppa, via Saragat, via Gronchi, contrada Centomani Tora e zone limitrofe. A PIGNOLA nelle contrade: Campo di Giorgio, Molino di Capo, Serra San Marco e zone limitrofe
Lagonegro: a causa di un guasto improvviso, è in corso la sospensione dell'erogazione idrica nelle seguenti zone: Sant'Anna, Molara, Portella, San Giovanni e Castello. Il ripristino del servizio è previsto alle ore 12:30 di oggi, salvo imprevisti.
Barile: a causa di un guasto improvviso, l'erogazione idrica sarà sospesa dalle ore 14:00 circa, nel centro storico, in corso Alice De Gasperi e nelle strade limitrofe. Il ripristino è previsto al temine dei lavori di riparazione.
Paterno: a causa di un guasto improvviso l'erogazione idrica nell'area Pip sarà sospesa dalle ore 09:30 alle ore 14:00, salvo imprevisti.

17/06/2019 Comunicazione di sospensione idrica oggi 17 Giugno in Basilicata

Melfi: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l’erogazione dell’acqua potabile potrebbe subire cali di pressione o essere sospesa nell'intero abitato, ad esclusione del centro storico, dalle ore 21:30 di oggi alle ore 07:00 di domani mattina, salvo imprevisti.
Muro Lucano: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile sarà sospesa dalle ore 18:00 di oggi alle ore 07:30 di domani mattina, salvo imprevisti, nelle seguenti contrade: Cupa, Pascone, Piano Pagani, Piani San Quirico, Serra del Vento, Serrone.
Muro Lucano: a partire da oggi 17 giugno 2019 e fino al ripristino dei livelli nel serbatoio, l’erogazione dell’acqua potabile, sarà sospesa tutte le sere dalle ore 18:00 di alle ore 07:00 del mattino seguente, salvo imprevisti, nelle seguenti contrade: Cappuccini, Belvedere, Santatuono, Via Conserva, e Sopra Maddalena.

16/06/2019 Metaponto: ruba un cellulare ad un turista, denunciato 33enne

Al termine di attività investigativa i Carabinieri di Metaponto hanno denunciato per ricettazione un 33enne, extracomunitario, originario del Mali e residente a Massa, ma di fatto domiciliato nella frazione di Metaponto, all’interno degli ex stabilimenti della “Felandina” sulla SS 407 “Basentana”.
Il 33enne si era reso autore di un furto di un telefonico di proprietà di una cittadina italiana, residente nella Provincia di Bergamo, avvenuto mentre era in ferie nella cittadina Jonica.
Alla signora verrà riconsegnato il telefonino la quale si è complimentata con i militari.

Buttate le quote rosa come i reggiseni negli anni Settanta
di Mariapaola Vergallito

Puttane. Sante. Streghe. Oche. Chi lo ha detto che alla donna, nei secoli, non sia stato ritagliato un ruolo, riservato un posto incasellato nell’angolino di un mosaico quasi tutto maschile? E non parlo solo del mondo cattolico, come la citazione iniziale farebbe pensare (Guy Bechtel, Le quattro donne di Dio). La donna non è mai veramente stata ‘donna’ e basta. Puttane. Sante. Streghe. Oche. E quote rosa. Nel 2018, in occasione del settantesimo anniversari...-->continua



 



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