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Senise si prepara per l'ordinazione sacerdotale del giovane Luigi Tuzio

30/07/2014



Dopo appena otto mesi dall’ordinazione diaconale, Luigi Tuzio è chiamato a gridare il suo “ ECCOMI”. Infatti, nel pomeriggio del 2 agosto, nella piazzetta S.Francesco, a Senise, si svolgerà la sua ordinazione sacerdotale, attraverso l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di Sua Ecc.za mons. Francesco Nolè e di tutti i sacerdoti presenti. Voglio ricordare che le vocazioni nascono soprattutto nelle comunità e nelle famiglie dove si vive testimoniando la fede. La parrocchia e la comunità di Senise si preparano a questo ennesimo momento di grazia che il Signore ha voluto concedere al giovane Luigi e al popolo senisese. Ancora una volta è un giovane di Senise a essere chiamato dal Signore per ricevere il dono del Sacerdozio ministeriale.Classe 1988, dopo il Liceo Scientifico-Linguistico a Sant'Arcangelo, ha vissuto l'anno propedeutico a Potenza e poi è entrato al Seminario Maggiore di Basilicata nel 2008/2009, dove ha concluso nel mese di giugno scorso il suo iter formativo. A Potenza ha completato gli Studi presso l'Istituto Teologico di Basilicata. Ha vissuto l'Anno di formazione pastorale, da diacono, nelle Parrocchie di Sant'Arcangelo. Nei primi anni della sua vita ho avuto il piacere di impartirgli le prime nozioni catechistiche e posso dire che è stato sempre un bambino molto attento e riflessivo. Sin da allora si notava in lui la predisposizione a voler capire e riflettere su tuttociò che ascoltava. Il Signore stava modellando il piccolo Luigi secondo il Suo progetto. Dopo circa diciotto anni, da quel mio ricordo, il Signore lo consacra sacerdote per sempre.In questi giorni d’intense preghiere e meditazioni, il diacono don Luigi Tuzio, ci parla del periodo in cui il Signore bussò la prima volta al suo cuore di fanciullo “Sin da piccolo ho ricevuto un’educazione cristiana, grazie ai miei genitori che mi hanno fatto capire che la Santa Messa domenicale era un momento al quale non dovevo e non potevo assolutamente mancare. Così prima con l’incoscienza del bambino, poi con la consapevolezza dell’adolescente e ora con il desiderio dell’innamorato, l’incontro con Gesù Eucaristico è stato una costante.L’adolescenza, a me non ha reso particolari “terremoti”, grazie al mio cammino di fede nel settore giovanile di Azione Cattolica. Gli incontri di formazione, oltre naturalmente alla scuola, riempivano le mie giornate, e mi rendevano felice.Insomma, vivevo la vita di un normalissimo adolescente “ cristiano”: le scuole superiori, gli amici, gli amori.A essere sincero – continua don Luigi – credo che il Signore già in precedenza avesse bussato alla mia porta, tanto che durante il secondo anno di Liceo Scientifico Linguistico, decisi di terminare gli studi nell’ordine dei francescani, ma i miei genitori, a causa della mia giovane età, mi fecero desistere da quella decisione. La mia vita dopo questo avvenimento riprese tranquillamente. Fino al 30 dicembre 2005. Ricordo che vivevo un periodo di insoddisfazione, gli incontri dei giovanissimi di A.C., l’A.C.R. non mi rendevano più felice. Quel giorno dopo aver animato la giornata dei ministranti, mettendo in ordine la mia camera tra le varie scartoffie emerse una preghiera dal titolo “ Vivi la tua missione” che concludeva dicendo: “ Dio solo basta a se stesso, però preferisce contare su di te”. Scoppiai in un grande pianto di gioia, ero di nuovo felice! I primi mesi trascorsi con la consapevolezza di aver fatto un incontro speciale, sono stati meravigliosi, attendevo con ansia l’orario della Santa Messa, sembrava di vivere in un sogno, ma le difficoltà della vita ti ricordano che c’è una croce da portare sulle spalle. Come fu per me la morte di mio cugino Mimmo a soli 33 anni a causa della talassemia. L’unica cosa che riuscii a fare fu pregare: già la preghiera, capace di elevarti fino al Padre nel momento di grazia, e di risollevarti in quelli dolorosi. Se non avessi avuto la fede, che in quella situazione di profondo dolore mi ha fatto scorgere il volto di quel Cristo che “ ben conosce il patire”, non so come avrei reagito. Non avevo ancora comunicato ai miei genitori ciò che stavo vivendo, non avevo il coraggio…così scrissi loro una lettera, nella quale esprimevo ciò che sentivo dentro di me…era il 21 giugno 2006.Intanto io continuavo a pregare affinchè il Signore mi aiutasse a capire meglio cosa voleva da me, e in questo mi ha aiutato un sacerdote della mia diocesi, il quale mi disse di frequentare l’anno propedeutico. Un anno che mi è servito molto. Affidandomi nelle mani di Dio e di coloro che mi hanno seguito decisi di entrare in seminario. Anche in questo periodo le difficoltà non sono mancate, ma il Signore mi ha dato la forza per andare avanti e pronunciare giorno dopo giorno il mio “sì” a Dio che mi chiedeva di servire la Sua Chiesa. Vi chiedo di sostenermi con le vostre preghiere, perché il cammino sacerdotale mi porti a realizzare la mia aspirazione che è quella alla santità”.
Settimana di preparazioneall’evento, ricca di celebrazioni e veglie di preghiera, con la presenza di alcuni giovani sacerdoti, suoi amici e colleghi di seminario che l’hanno preceduto in questo santo cammino. Sotto la paterna guida del santo sacerdote don Egidio Guerriero, il popolo di Dio di Senise, ha raggiunto un notevole spessore spirituale tanto da diventare espressione di pregevoli elargizioni sacerdotali di cui Luigi entra a farne parte.Il parroco di S.Arcangelo don Cesare Lauria, concluderà la settimana di preghiera.La serata del1 agosto, nella piazzetta S.Francesco, sarà allietata da un recital curato e interpretato dai giovani della parrocchia dal titolo “ sul passo degli ultimi”. Il musical, tratto dalla commedia musicale di Angelo Gualano, riprende i passi dellavita ordinaria di don Tonino Bello, resa straordinaria dal suo amore per il mondo giovanile mettendo al centro l’uomo.Il giorno successivo (domenica 3 agosto), il neo sacerdote celebrerà la sua prima messa nella Chiesa Madre. Seguiamo con la preghiera il novello sacerdote per la santificazionepropria e delle persone affidate alle sue cure pastorali, affinchè possa diventare
“ Profeta di Speranza, Annunciatore di Verità, Ministro della Grazia, Servitore della Vita”.

Vincenzo diac. Terracina



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Angela Ferrara viveva in un paese, Cersosimo, che siamo abituati a raccontare soltanto spulciando le colonnine infinite dei dati sullo spopolamento. Un paese incastonato tra le montagne del Pollino, in una valle bellissima; uno di quei borghi che non vedi da lontano, ma solo quando esci dalla statale per aggrapparti nei tornanti che collegano l’entroterra lucano a quello calabrese. Negli anni saranno stati tanti i giovani che hanno guardato questo paese con...-->continua



 



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