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La forza della fede e la bellezza della solidarietà:la storia di Franco Di Sanzo

21/07/2014



Mantenere un voto ci unisce ulteriormente a Dio, perché con tale voto ci doniamo a lui generosamente e quindi ci fa progredire nella santità e nella virtù. Ed è proprio quello che ha realizzato il signor Francesco Di Sanzo di San Paolo Albanese che la mattina del 26 giugno ha lasciato il suo paese per raggiungere Padre Pio a piedi, dopo nove giorni di cammino, con tutti i disagi che questa impresa ha comportato. Francesco Di Sanzo, dopo un meritato riposo in famiglia, è venuto a trovarci in redazione, per raccontarci tutto il suo peregrinare, con voce flebile e con gli occhi rigati di pianto. Per prima cosa, chiediamo a Francesco come sta.

Come ha reagito il fisico dopo 350 km. percorsi a piedi?

Sono rimasto molto sorpreso di come ha reagito il mio fisico. Non mi sarei mai immaginato di poter superare alcuni problemi che mi sono capitati durante il tragitto: ginocchia e caviglie gonfie,vesciche ai piedi che, con lo sforzo e l’acqua marina si sono “rotte” e tutto questo mi ha procurato un continuo dolore che ho superato solo con la volontà di portare a termine il mio voto.

Vogliamo ricordare ai tanti lettori della Siritide.it come è nata l’idea di fare questo viaggio?

E’ successo l’anno scorso nel mese di luglio, il 9 luglio per l’esattezza. In quel periodo mi sono capitate alcune cose familiari che mi hanno fatto riflettere tanto. E’ stato un periodo terribile che ho passato spesso anche da solo e che mi ha indotto a chiedere aiuto a Padre Pio, affinchè potesse intercedere presso Nostro Signore, con la volontà che se le cose si fossero aggiustate, avrei intrapreso un viaggio da San Paolo Albanese a San Giovanni Rotondo a piedi, non per sdebitarmi ma per sottolineare l’importanza del mio grido d’aiuto e mettere alla prova la mia fede.

Ritorniamo con la mente alla mattina del 26 giugno quando hai iniziato il cammino. Qual è stato il tuo primo pensiero?

Il mio primo pensiero che poi è stato il filo conduttore, la forza che mi ha sorretto per tutto il viaggio, è sempre stata la voglia di arrivare e la continua preghiera fatta a Padre Pio e ai santi. Il pensiero della mia famiglia che lasciavo per non so quanti giorni, di mio padre che proprio in quella data era venuto a mancare (qui il racconto s’interrompe spesso e affiorano nei suoi occhi lacrime di commozione ).

Vogliamo rivivere i momenti belli e, a volte, angoscianti di quei giorni?

Momenti belli c’è ne sono stati tanti. Oltre a pregare, cantavo l’Alleluia e tutto questo riempiva di gioia il mio cuore e mi dava la forza di accelerare i miei passi e non sentivo il dolore delle mie piaghe, la stanchezza o il peso dello zaino. Descrivere la sensazione di quei momenti mi è difficile. Il pensiero della famiglia e della gente che ha voluto aiutarmi mi dava una grande forza. Ci sono stati momenti molto brutti che mi hanno debilitato psicologicamente. Due volte ho pensato di non poter portare a termine questo mio sacrificio. Sono stati momenti che ho urlato ( se mi avessero sentito mi avrebbero preso per pazzo ) con quanta forza avevo in corpo, rivolgendomi a Dio e a Padre Pio, chiedendo loro l’aiuto necessario per superare quei momenti e loro mi hanno dato dei segnali molto forti tramite le persone che mi hanno soccorso in quei due momenti particolari.

In quei momenti di angoscia ti è sfiorato il pensiero di abbandonare?

Abbandonare no! Avevo paura che potesse succedere però a questo pensiero ne è subentrato un altro che mi spingeva a continuare anche se mi fosse capitato di dovere proseguire con le ginocchia per terra. Non mi sono mai arreso.

Ci vuoi raccontare qualche aneddoto che ti è capitato?

Ce ne sono stati tanti, due in particolare. La gente che ho incontrato mi incoraggiava, mi applaudiva e mi porgeva dell’acqua e qualche panino. Non avrei mai immaginato di trovare persone che, senza chiedere nulla, mi hanno dato il loro aiuto. Come pure ce ne sono state altre che mi hanno ignorato o sbattuta la porta in faccia. Ricordo con piacere un episodio. Era domenica e mi trovavo sulla strada prima di arrivare nei predi un centro commerciale pugliese. Avevo bisogno di una bottiglia d’acqua e tutti i distributori erano chiusi. Mi trovavo da solo sulla statale 100 che porta a Bari da Taranto, avevo bisogno di acqua per poter continuare. Ed è proprio in quel momento che mi rivogo a Padre Pio in dialetto ( se non m’aiutis-mo non c’ha fazzchiu), guardando solo la striscia bianca della strada. Dopo aver percorso quasi un km, alzo la testa e noto in lontananza un distributore con una macchina ferma. Da questa macchina escono tre persone, due donne e un uomo, che sorridendo mi salutano con la mano. Quando mi sono avvicinato mi dicono che stavano aspettando proprio me e che mi avevano portato qualche bottiglia d’acqua, dei panini, la frutta e dei tarallucci. Una delle due signore, mentre mi dava tutte queste cose si è messa a piangere ed io a ringraziarla perché era già da molto che non bevevo. Prima di questo episodio era successo un’altra cosa. Mi trovavo tra Massafra e Mottola. Era già buio e avevo chiesto se potevo dormire nel distributore. Prima di rispondermi, il proprietario mi invita a prendere qualche panino e una bottiglia di acqua minerale. La mattina mi hanno portato delle scarpe, visto che le mie erano ridotte male. Altre persone mi hanno dato dei soldi da portare a Padre Pio. Un altro episodio molto forte mi è capitato tra Zaponeta e Manfredonia. Stavo camminando dalle 14.00 ininterrottamente. Oramai si stava facendo sera e avevo fame e sete. Ancora una volta mi sono raccomandato a Padre Pio. Non avevo ancora finito di urlare quando passa un furgone che rallenta e torna indietro. Si è fermato vicino a me chiedendomi se avevo bisogno di aiuto. Mi sono sembrate persone extracomunitarie. Una ragazza mi ha dato dell’acqua ma era calda e lei mi ha detto che sarebbe andata a comprarne dell’altra più fresca e così è stato. Infatti, dopo aver proseguito ancora per due km., sono ritornati da me, con acqua e una busta piena di pizzette. Mi ha consegnato anche un paio di sandali dicendomi che erano morbidi e mi avrebbero alleviato un po’ il male ai piedi. Ad un certo punto ho avuto anche la sensazione che le forze dell’ordine mi seguissero durante il viaggio, in maniera discreta, quasi per vedere se stavo bene o se avevo bisogno di una mano.
All’arrivo a San Giovanni Rotondo qual è stato il tuo primo pensiero?

Prima di arrivare a San Giovanni Rotondo, erano circa le tre del mattino, riuscivo a vedere le luci da lontano fino a quando durante una salita, la visuale è sparita. Pensavo, mano mano che avanzavo, che da lì a poco sarei arrivato però la salita non finiva mai. Ero stremato. Ad un certo punto trovo una pianta di pere e ne mangio due o tre che mi hanno dato il vigore per continuare. Arrivato in paese, mi sembrava di vivere in un sogno ed avevo paura di risvegliarmi e trovarmi ancora a San Paolo Albanese.

Cosa ti ha lasciato dentro questa tua impresa?

Questi nove giorni e nove notti mi hanno dato l’occasione per riflettere molto e pensare a Dio, alla famiglia, agli amici. La convinzione che vorrei trasmettere a chi legge è quella di gridare che Dio esiste. Esistono i Santi e le brave persone. Quando ci capita di vivere dei momenti belli, anche se sono pochi, non li dobbiamo mai dimenticare. Dobbiamo sempre ringraziare Dio. Se capitano degli screzi in famiglia, si deve cercare di riflettere bene prima di rispondere. Questo viaggio mi ha dato una calma interiore che mi consente di vedere le cose con occhi diversi rispetto a prima. Ho acquisito la consapevolezza, e di questo mi dispiace, che una parte dei miei 55 anni, li ho persi per cose futili. Mi adopererò affinchè questa mia testimonianza possa servire ai giovani.
Rifaresti tutto una seconda volta?

(Sorridendo) Probabilmente rifarei anche il viaggio di ritorno a piedi.


Vincenzo Terracina



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20/04/2018 "Welfare aziendale: un premio alla produttività aziendale"

Oggi 20 Aprile presso il Comincenter in Piazza Matteotti a Matera a partire dalle ore 15.30 si terrà il Workshop dal tema:

"Welfare aziendale: un premio alla produttività aziendale"

L'evento è una tappa di avvicinamento al Convegno Nazionale AIDP che si terrà a Napoli il 25 e 26 Maggio e vede la presenza dei Presidenti di Confindustria Basilicata, Federmanager Basilicata e AIF Basilicata oltre la partecipazione della Presidente Nazionale di AIDP Isabella Covili Faggioli. La tavola rotonda sarà poi un momento di confronto con esperti del settore e la presentazione di due case history aziendali: Brecav Srl e Calia Trade Spa.
A seguire ci sarà l'aperitivo conviviale e di networking.
Questo convegno rappresenta il primo di una serie d'incontri che come AIDP Basilicata inizieremo a promuovere sul territorio.
Vi aspettiamo numerosi e per ogni info potete contattare direttamente la Segreteria


18/04/2018 Comunicazione sospensione idrica Basilicata 18 Aprile 2018

Lauria: a causa di un guasto improvviso l'erogazione idrica sarà sospesa dalle ore 09:00 alle ore 15:00 di oggi salvo imprevisti, nelle seguenti contrade: Galdo, Mosella, Piano Menta, Melara, S. Crispino, Taverna del Postiere, S. Elia, Madama Angiolella, Montegaldo e Cesinelle.
Rapolla: a causa di un guasto improvviso l'erogazione idrica in contrada Marciano resterà sospesa fino alle ore 12:30, salvo imprevisti.
Potenza: a causa di un guasto improvviso l'erogazione idrica in Largo Pignataro, via Serrao, Largo Isabelli, vico Grippo e zone limitrofe del centro storico, resterà sospesa fino alle ore 19:00, salvo imprevisti.
Tito: per consentire l'esecuzione di lavori su condotte, l'erogazione dell'acqua potabile nella zona ex Asi di Tito Scalo potrebbe subire cali di pressione fino alle ore 15:00 di domani salvo imprevisti.

16/04/2018 Sospensioni idriche 17 aprile 2018

Nova Siri: per consentire l'esecuzione di lavori di riparazione in viale Europa, nella giornata di domani l'erogazione idrica a Nova Siri paese sarà sospesa dalle ore 10:00 alle ore 22:00, salvo imprevisti.

Dice che era un bel torrente ma non andava più al mare
di Mariapaola Vergallito

“Dice che era un bel progetto e serviva a creare/ la deviazione di un torrente per distrarlo dal mare; ma dall’idea alla realizzazione passarono 40 anni, giusto il tempo di essere deviata e l’acqua cominciò a far danni”.

Scusate, non ho resistito. E’ 4 marzo, del resto, e chiedo scusa a Lucio Dalla per questa scapestrata citazione. C’è qualcun altro, però, che dovrebbe chiedere scusa, oggi. Proprio oggi che il torrente Sarmento, deviato in parte dal...-->continua



 



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