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Gallicchio, non è buona l’aria che tira

19/06/2014



Sembra non ci sia pace a Gallicchio. Qualcosa o qualcuno deve essersi impossessato delle chiavi della città e soprattutto ha nascosto quelle del cassetto delle menti. E’ d’obbligo rendere consapevole chi legge che chi scrive è cittadino gallicchiese e perciò al pari degli altri del momento ne risente e non può chiamarsi fuori. Se si continua a digitare sulla tastiera nonostante una voce dal profondo suggerisce di restare distaccati beh, credo che danno vi sia. Anche perchè sì è pur sempre un cronista. Forse la maledizione principale per una comunità, alcuni ne sono convinti, è quella di ritrovarsi un pubblicista tra i suoi abitanti. E forse hanno anche ragione. Ciò farà sì di ritrovarsi spesso sui giornali e poco importa se alcune volte sarà per raccontare storie di traguardi e successi di singoli o dell’intera comunità. Perché alla fine quello che rimane e fa notizia è sempre il fatto increscioso. Di cose buone si è raccontato in questi ultimi anni e per riscoprirle basta fare un salto negli archivi. Le sgradite. Quelle che hanno conquistato “tagli alti”, sono state le notizie dei continui tagli di pneumatici a malcapitati cittadini; storie di bimbi autistici esclusi da prove di evacuazione a scuola o come quando diverse quantità di aiuti alimentari furono ritrovate in un bosco. Solo per citarne alcuni e prima del grande salto degli ultimi giorni, dove tocca registrare che nel dopo elezioni amministrative la ripicca di una delle parti sconfitte trova sfogo in richieste di sfratti, agli eredi, per defunti da oltre quarant'anni ospitati in cappelle gentilizie. L’ultima, quella che prima di questo intervento si trovava solo su un Social è la madre di tutte. Quella dopo la quale si ritiene necessario debba scattare la richiesta d’aiuto. Un cittadino entra nella chiesa di San Giuseppe interessata dai lavori e si accorge, secondo la sua interpretazione e con immagini fotografiche a supporto, che si stia procedendo alla pitturazione degli interni senza le giuste precauzioni per un dipinto già recuperato dalla Cappella del Carmine e a suo tempo restaurato. Ritenendo la cosa imperdonabile la segnala con un post sulla piazza virtuale. Apriti cielo. Ai commenti dei tanti, preoccupati per il rischio di danni al dipinto, si aggiunge quello del parroco il quale, dopo aver assicurato che "Le cautele sono usate costantemente", si preoccupa di intimare all’autore del post la rimozione della fotografia non autorizzata: "Non puoi né entrare né fotografare senza il mio permesso. Ti invito a rimuovere". Da cittadino, prima ancora che da cronista e da ex membro del Consiglio Pastorale, lascio lo spazio virtuale e mi porto nella realtà dell’ingresso della chiesa. Mentre cerco di raggiungere al telefono il parroco, una persona, forse il titolare della ditta esecutrice dei lavori, al quale ho detto di essere lì anche come giornalista, riferisce che da qualche ora, su indicazione del prete, è scattato il divieto assoluto per chiunque di entrare in chiesa. Un altro signore spiega il perché: "In questo paese la gente è strana, entra ,fotografa…" E’ vero! In questo paese siamo strani. Ormai l’ha capito anche chi ci viene per lavoro, non frequenta luoghi e rimane 9 ore in una chiesa chiusa. Un tempo, dopo che per anni avevamo condiviso il prete con i vicini di Missanello, ci venne assegnato un parroco tutto nostro che seppe afferrarci per mano e condurci sin dove non eravamo forse mai stati. Ci reinsegnò l’umiltà, la tolleranza, il rispetto reciproco e la capacità dell’ascolto. Ecco sarà stata la caduta da quelle Altezze a ridurci come i più siamo oggi. Don Marco Volpe è un buon sacerdote ma forse soffre dell’ombra di quel suo predecessore, volendo stare a quanto riferisce in un post successivo dove ne critica le scelte, condivise dal Consiglio Pastorale che lo affiancava e di cui faceva parte l’autore dello scatto in questione. Quando dopo le mie numerose telefonate a vuoto è lui a chiamarmi, alla richiesta di un giro in chiesa utile magari a placare le polemiche, mi dice che: "Sì il giro lo faremo, ma solo a lavori ultimati". Bene ne prendo atto e faccio notare al parroco che la foto rubata del parrocchiano e la capatina del cronista qualche effetto hanno sortito perché: "Mentre cercavo di parlarti, dal cantiere qualcuno si è precipitato ad acquistare dei teli che evidentemente la ditta non aveva previsto!" E meno male che nelle piccole botteghe del paese si trova sempre tutto! Per le chiavi del senno ci affidiamo anche a preghiere e gesti della nostra guida spirituale.


Paolo Sinisgalli



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NEWS BREVI

16/08/2018 Sospensioni idriche 16 agosto 2018

Lauria: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile nelle contrade Parco Carroso e Piano Focara sarà sospesa dalle ore 23:30 di oggi alle ore 06:30 di domani mattina salvo imprevisti.
per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile nelle contrade Carroso e Timpa d'Elce sarà sospesa dalle ore 23:30 di oggi alle ore 06:30 di domani mattina salvo imprevisti.

16/08/2018 Sospensione idrica a Matera

Matera: a causa di un guasto improvviso l'erogazione idrica sarà sospesa dalle ore 09:30 di oggi fino al termine dei lavori, nelle seguenti zone: via Lucana (nei pressi della Milizia), via Verricelli, via Cappuccini.

14/08/2018 Sospensioni idriche

Salandra: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile sarà sospesa dalle ore 22:00 di oggi alle ore 07:00 di domani mattina salvo imprevisti.

Dice che era un bel torrente ma non andava più al mare
di Mariapaola Vergallito

“Dice che era un bel progetto e serviva a creare/ la deviazione di un torrente per distrarlo dal mare; ma dall’idea alla realizzazione passarono 40 anni, giusto il tempo di essere deviata e l’acqua cominciò a far danni”.

Scusate, non ho resistito. E’ 4 marzo, del resto, e chiedo scusa a Lucio Dalla per questa scapestrata citazione. C’è qualcun altro, però, che dovrebbe chiedere scusa, oggi. Proprio oggi che il torrente Sarmento, deviato in parte dal...-->continua



 



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