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Un impianto di trattamento e valorizzazione RSU a Senise?

1/06/2014



Quasi 20 milioni di euro: è l’investimento previsto dall’accordo base sottoscritto lo scorso 12 maggio a Potenza alla presenza, tra gli altri, di Cgil, Cisl e Uil, del sindaco di Senise Giuseppe Castronuovo, di Michele Martino di Confindustria Basilicata e del legale rappresentante di Nep Italy Srl, Ruggero Bonaventura. L’accordo riguarda il programma di reindustrializzazione dei siti produttivi inattivi e, nel caso particolare, quello della Me.Com. srl di Senise. Tra i progetti di reindustrializzazione, al primo posto c’è proprio quello della Nep Italy srl. Ne ha parlato, per la prima volta in pubblico, il sindaco di Senise nel corso dell’ultimo consiglio comunale (29 maggio) arrivando al punto dell’ordine del giorno “Comunicazioni del Sindaco”(nella convocazione del Consiglio il punto relativo all'impianto non compariva nello specifico). La Nep Italy ha presentato un progetto di realizzazione di un “impianto multifunzionale per il trattamento dei rifiuti solidi urbani con 3 linee di produzione: quella di CSS (combustibili solidi secondari) a partire da RSU (rifiuti solidi urbani) e altri rifiuti secchi; la valorizzazione dei rifiuti provenienti dalla Raccolta Differenziata; l’Impianto Mobile di recupero degli inerti”.

L’occupazione prevista è pari a “53 unità lavorative tra cui 22 unità dalla cessata attività della Me.Com. srl”.

L’impianto, come si legge nel progetto, è dimensionato “per trattare circa 85mila tonnellate di RSU indifferenziato, pari a circa 270 tonnellate al giorno”.

Il SitoLa società si impegna a trovare un sito diverso da quello degli stabilimenti dell’azienda individuata per il progetto di reindustrializzazione (sita nell’area industriale senisese, ad un passo dall’invaso di Montecotugno e in mezzo a centro commerciale, strutture ricettive e altre aziende di varia natura). Ancora non è stata ufficialmente individuata la zona, che, da programma, non deve essere al di là di un perimetro di 50 chilometri dal territorio senisese. Da notizie non ufficiali apprese dalla nostra redazione uno dei luoghi potrebbe trovarsi in un’area (Santa Lucia) non molto distante dalla vecchia discarica di Senise, ora dismessa. Ma, anche in quel caso, si verificherebbe la vicinanza con un ramo dell’invaso di Montecotugno.

Trattamento di quali rifiuti?Tecnicamente, come letto nel progetto, l’impianto dovrebbe trattare, annualmente, 85mila tonnellate di RSU indifferenziato, vale a dire quella parte di immondizia che, appunto, non differenziamo come plastica, carta o altro. C’è, però, già chi storce il naso di fronte a questa misura, vista come troppo alta rispetto alle quantità di indifferenziato prodotte in Basilicata, in considerazione alla speranza e al lavoro che si sta facendo per fare crescere le percentuali di raccolta differenziata.

I codici Ateco Il sito della Nep Italy srl (non siamo riusciti a capire, da una prima ricerca in rete, la provenienza e il domicilio giuridico della società neanche dopo aver contattato l’assessore comunale alle politiche ambientali Antonio Uccelli) svolgerà attività per i “seguenti codici Ateco 2007 (che rigradano la tipologia di rifiuti trattati): 38.32.00 (recupero e cernita materiali); 38.32.10 (recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici); 38.32.20 (recupero e preparazione per il riciclaggio del materiale plastico per la produzione di materie prime); 38.32.30 (recupero e preparazione per il riciclaggio di solidi urbani, industriali e biomasse plastiche, resine sintetiche). Infine: 38.21.09 (trattamento e smaltimento di altri rifiuti non pericolosi).
Rispetto a quest’ultimo punto, nell’accordo si precisa che “l’azienda si impegna a definire in dettaglio i materiali da trattare al momento della presentazione del Business Plan.

Attraverso lettori ottici e diversi livelli di vagliatura i rifiuti vengono separati: i materiali ferrosi, l’alluminio, la carta e la plastica vanno “a recupero”. Nel progetto c’è un paragrafo dedicato al percolato, quello “prodotto dalle operazioni di trattamento RSU, dal lavaggio pavimentazioni industriali e dal biofiltro. Il percolato sarà raccolto in rete separata e avviato a stoccaggio temporaneo e quindi a smaltimento presso impianti terzi autorizzati”. Occorrerebbe specificare in quali impianti autorizzati.

Si auspica, comunque, che nel più breve tempo possibile possa essere organizzato un incontro pubblico adeguatamente divulgato affinchè partecipino quanti più cittadini possibile, per capire, soprattutto da un punto di vista tecnico, esatta tipologia e dimensioni di questo impianto. L’assessore comunale alle politiche ambientali Antonio Uccelli ci fa sapere che l’incontro sarà al più presto convocato specificando che non si tratta di un progetto esecutivo ma che "l'ultima parola spetterà all'amministrazione di Senise".

L’azienda si è impegnata a presentare documentazione entro e non oltre il 15 giugno.

Ma la Me.Com. srl non sa nulla del progetto Intanto, però, abbiamo contattato telefonicamente Carmelo Pangaro, titolare della Me.Com srl, l’azienda che dovrebbe essere il sito produttivo “inattivo” secondo quanto letto nell’accordo. “Ho sottoscritto, tempo fa, un protocollo d’intesa con la Regione Basilicata per eventualmente mettere a disposizione il mio sito per progetti di reindustrializzazione. Da allora non ho saputo più nulla”. Nell’accordo base sottoscritto a Potenza a maggio, infatti, non compare la firma di alcun rappresentante della Me.Com. srl. “E’ a dir poco strano, per non dire altro, che io venga a sapere non in maniera ufficiale ma da voci di corridoio e quasi per caso quello che sta accadendo. Come è improprio definire la mia azienda, nel documento sottoscritto, inattiva dando per scontato la mia attività come “cessata”. Per carità: i primi ai quali va garantito un futuro sono i lavoratori e se c’è la possibilità che vengano reintegrati bisogna farlo. Ma la mia azienda non chiude. Trovo, inoltre, anomalo che a mia insaputa e, da quello che mi risulta, da fonti non istituzionali, siano stati richiesti dati sensibili riguardanti proprio i lavoratori. Andrò a fondo di questa vicenda”.



Mariapaola Vergallito

foto di repertorio



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Il diabete gestazionale è uno dei più potenti predittori di sviluppo del diabete tipo 2, che rappresenta un fattore di mortalità cardiovascolare maggiore nelle donne rispetto all’uomo.

All’incontro con i giornalisti saranno presente la vicepresidente della Regione, nonché assessore regionale alle Politiche della Persona, Flavia Franconi, i dirigenti generali dell’Asp, dell’Asm e dell’Aor San Carlo, con i referenti del progetto, i rappresentanti della Sid (Società italiana di diabetologia) e delle associazioni diabetici Fand e Aggd.

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Chissà in che misura le nostre case sono fatte di oggetti accumulati che non guardiamo più e dei quali, forse, ci ricordiamo soltanto quando dobbiamo spolverare. Eppure c’è stato un momento, vicino o lontano non importa ma preciso, in cui la nostra mano ha posato quell’oggetto su quella mensola, nel cassetto, in un armadio, su un comò. Ci pensavo in queste ultime ore, guardandomi intorno nella casa in cui vivo appena da quattro anni; ma guardando anche i par...-->continua



 



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