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“Matera 2019 Insieme”,l’inno della candidatura a capitale della cultura

20/04/2014



E’ stato presentato ufficialmente stamane, in municipio, il cd intitolato “Matera 2019 Insieme” registrato a Matera, nella Chiesa di San Pietro Barisano, il 18 settembre 2013, durante le prove del concerto proposto il giorno successivo nel corso di Materadio, la Festa di Rai Radio3.
Le musiche, interpretate dall’Orchestra del Conservatorio Duni diretta dal maestro Vito Paternoster, sono state illustrate stamane nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato, fra gli altri, oltre a Paternoster e al direttore dell’istituzione didattica, Saverio Vizziello, il presidente e il direttore del Comitato Matera 2019, Salvatore Adduce e Paolo Verri, e alcuni componenti del consiglio di amministrazione come Patrizia Minardi, in rappresentanza della Regione Basilicata, Raffaello De Ruggieri, e Cristos Xiloyannis in rappresentanza dell’Università degli studi della Basilicata.
Nel corso dell’incontro con i giornalisti Adduce ha formalmente ringraziato Paternoster per aver voluto donare un vero e proprio inno musicale alla sfida di Matera a capitale della cultura 2019. “Si tratta di un gesto molto generoso – ha continuato – che si aggiunge a quello di tanti materani che pur vivendo in altre zone del Paese seguono con particolare attenzione il cammino intrapreso offrendo le loro competenze, i loro consigli e le loro esperienze. E’ un grande onore avere al nostro fianco un musicista di fama internazionale come Vito Paternoster”.
Saverio Vizziello ha sottolineato che si tratta di “un vero e proprio gioiello musicale che avremo l’onore di proporre nel tempio della musica internazionale, a Berlino, e ad Amburgo. Infatti, l’inno Matera 2019 mette insieme l’Inno alla gioia di Beethoven e un canto popolare come “La tricchiesca”.
Paolo Verri si è detto “soddisfatto di questo lavoro perché, partendo dal titolo, Matera 2019 Insieme, esprime bene il contenuto della nostra candidatura, un progetto che mette insieme la cultura alta, di tradizione europea e quella popolare in un reciproco scambio di narrazioni, di culture, di identità”.
Paternoster ha quindi spiegato la nascita di questo inno. “Sono andato via da Matera quando avevo 16 anni per seguire il mio maestro di violoncello prima a Bari e poi a Roma. Ma in tutto questo tempo sono sempre stato vicino alla mia città seguendo tutte le sue iniziative. E così, dopo aver mangiato un gelato con la mia famiglia nei Sassi, tornando in macchina da Matera a Bari, dove attualmente risiedo, insieme a mio figlio abbiamo cominciato a scherzare su quale potesse essere l’inno giusto per Matera 2019. E così, in quell’ora, è nata questa composizione, un vero e proprio divertissement che coniuga la gioia universale a quella più popolare della nostra tradizione contadina”.

Qui di seguito l’elenco dei brani contenuti nel cd con rispettive note esplicative.

1 – Matera 2019 insieme (Inno per Matera 2019) 3’29” Vito & Mariano Paternoster (Matera 1957-vivente; Bari 1980-vivente)
Il tema di una vecchia canzone popolare materana (La trikkiesca), allusione ad un festoso evento di seduzione e di corteggiamento unito ad un vago desiderio di riscatto sociale; il tema simbolo dell’unità europea (L’Inno alla Gioia dalla Nona Sinfonia di Beethoven), espressione di un amore universale, di desiderio di libertà e di giustizia, di nobile sentimento panico.
Questi due elementi tematici, dapprima esposti, si fondono in un crescendo rossiniano.
Ecco l’inno per Matera 2019 Insieme. Nasce in estate, nelle menti di due artisti materani, in una gelateria nei Sassi, pensando alla realtà locale, alla sua storia, alle sue speranze inserite in un contesto europeo. Un tentativo giocoso di fondere Sancio Panza e Don Chisciotte.

2 – Squilli d’apertura 2’59”
Raffaele Gervasio (Bari 1910-Roma 1994)
Negli anni ‘60 il Meridione, e la Matera del secondo dopoguerra, dovevano uscire dall’immagine ormai cristallizzata del Cristo si è fermato ad Eboli. La vita culturale si apriva a tutti gli strati sociali. Nel vecchio Municipio nasceva il Conservatorio E. R. Duni: dapprima sotto la guida del grande Nino Rota, come sezione staccata di Bari, successivamente, conseguitane l’autonomia, alla sua direzione fu chiamato Raffaele Gervasio, un grande e celebre musicista (noto al grande pubblico per la musica di Carosello TV e per aver scritto la colonna sonora di uno tra i primi film italiani in Technicolor Carosello Napoletano). Il rapporto tra Gervasio e Matera fu di amore a prima vista. Il maestro elesse la città a sua dimora e qui fu animatore della vita culturale e musicale nella quale i saggi del Conservatorio assumevano un ruolo di rilievo poiché coinvolgevano tutta la comunità. Gli Squilli d’apertura, appositamente scritti per quelle occasioni, erano una ideale chiamata a raccolta per tutta la città.

3 – Dalla sonata IV op.1 in mi min. | Allegro 2’12”
Egidio Romualdo Duni (Matera 1709-Parigi 1775)
Probabilmente fu proprio a Matera che Egidio Romualdo Duni scrisse questa sua Opera 1 (della quale pubblichiamo il primo movimento della Sonata IV in mi min.) prima che il successo lo travolgesse e che lo portasse prima a Bari poi a Parma quindi direttamente a Parigi dove divenne il protagonista della vita musicale parigina. Il padre di Mozart volle incontrarlo nella speranza di trovare in lui qualche aiuto per il figlio Wolfgang.

4 – Monumentum Pro Gesualdo di Venosa | Finale 0’53”
Igor Stravinskij (San Pietroburgo 1882-New York 1971)
Verso la fine degli anni ’60 Igor Stravinskji, in un processo di revisione del suo linguaggio musicale, stimolato da un senso di smarrimento di punti di riferimento, si rivolge al passato e la sua ispirazione trova alimento nel più grande madrigalista del ‘500: il lucano Gesualdo da Venosa. Un ripensamento del linguaggio che guarda a linee asciutte, a tratti forti, marcati e severi.
Di questo suo Monumentum pro Gesualdo pubblichiamo qui l’ultimo minuto di musica.

5 – Tarantella Materana 5’21”
Damiano D’Ambrosio (Montescaglioso 1943-vivente)
La Tarantella è da secoli la danza-simbolo dell’Italia ed in particolare del meridione. Entrata nel grande repertorio del ‘600 e ‘700, oltrefrontiera trasformata in Giga, ha rivissuto grandi successi attraverso Rossini, Mendelssohn, che ne hanno tratto pretesto per colte elaborazioni. A questo filone si è ispirato il compositore materano Damiano D’Ambrosio che, riscoprendo questa antica ed originale Tarantella Materana, ne ha fatto un esempio di maestria compositiva.



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