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Senise, fogne nel torrente?Sindaco:'dalle prime prove non emerge nulla'

12/02/2014



Depuratori, fogne e collettori. Torrenti e invasi. Segnalazioni di cittadini e verifiche. Questi sono gli elementi di una storia che vogliamo raccontare dopo la segnalazione (scritta) di un cittadino e dopo tante segnalazioni (non scritte) di altri cittadini. Avevamo già avuto modo, in passato, di parlare del depuratore comunale di Senise. Realizzato negli anni Ottanta, in una località chiamata “Ruscino”, nei fatti non andò mai in funzione. E non partì mai perché, nel frattempo, l’Ente Irrigazione finì di realizzare un altro depuratore, questa volta “consortile”, a monte dell’invaso di Montecotugno. Il depuratore comunale e le due condotte (Ruscino e Mulino, appena sotto l’attuale Istituto di Istruzione Superiore “Sinisgalli”), non entrarono mai in funzione. L’area di “Ruscino” si trova a ridosso del torrente Serrapotamo che è uno degli affluenti del Sinni e che finisce la sua corsa nell’invaso senisese. La segnalazione dei cittadini riguarda la presenza soprattutto di cattivi odori che provengono in corrispondenza dell’acqua che fuoriesce dai due sbocchi (“Ruscino” e “Mulino”) e il dubbio che si tratti di liquidi fognari. C’è da precisare, in tal senso, che contestualmente alla realizzazione del depuratore “Consortile” di Montecotugno, fu realizzato un collettore fognario per collegare Senise al nuovo impianto di depurazione. Questo è quanto spiega anche il sindaco di Senise Giuseppe Castronuovo, che precisa anche che: “dopo le segnalazioni dei cittadini, un anno fa, assieme ad Acquedotto Lucano, abbiamo effettuato delle prove immettendo coloranti a monte in diversi punti, anche all’interno dei pozzi drenanti che si trovano nella parte alta dell’abitato e che, con le acque bianche, fuoriescono da quegli sbocchi”. Tra l’altro gli odori, in alcuni momenti dell’anno, si verificano anche nell’abitato. “Le analisi non hanno portato a niente. Nonostante ciò abbiamo convenuto con Al di effettuare indagini a campione all’interno di utenze private”. Questo per verificare l’eventualità che qualcuno si sia allacciato indebitamente al percorso delle acque bianche. “Qualora il problema fosse di natura pubblica- dice il sindaco- abbiamo già in mente di usare i vecchi fondi comunali derivanti dalla depurazione per risolvere eventuali problemi”. Lo stesso problema viene segnalato anche per contrada “Mulino” che, a pochi metri dall’altro sbocco, si trova appena sotto l’Istituto Scolastico. E intanto, sempre dal Comune, fanno sapere che c’è il progetto di riqualificazione del vecchio depuratore comunale mai utilizzato che potrebbe anche ospitare la futura isola ecologica.



“Non pochi paesi lucani hanno reti fognarie che scaricano a cielo aperto. E’ il caso di Castronuovo Sant’Andrea, i cui reflui fognari finiscono nel torrente Serrapotamo e da lì nel fiume Sinni che alimenta l’invaso della diga di Montecotugno. Ma il modello Castronuovo appartiene anche ad altri comuni dell’area sud della Basilicata, le cui fogne dovevano essere collegate al depuratore consortile di Senise”. Dovevano. Anzi, dovrebbero. Il testo riportato è tratto da un lavoro di Maurizio Bolognetti chiaro fin dal titolo “Chiare fresche e dolci acque: storie di merda e di depuratori nella Basilicata”. La situazione raccontata da Bolognetti nel 2010 non è cambiata tanto. Come ci spiega il sindaco di Castronuovo Sandro Berardone, sono in atto i lavori (attualmente fermi per problemi burocratici) per collegare, finalmente, il sistema fognario del paese con il depuratore di Senise. La situazione per altri comuni è ancora ferma al palo. “Abbiamo sollecitato più volte- spiega il sindaco di Carbone Mario Chiorazzo- ma senza risultati. Abbiamo anche ricevuto una multa dopo un sopralluogo della polizia provinciale; multa che poi abbiamo rimandato alla Regione, a dimostrazione della complessità della vicenda”. Perché di vicende delicate si tratta. E per scongiurare guasti di condotte si pensa anche di riprogrammare il sistema di depurazione prevedendo micro impianti zonali per evitare, almeno, che il naturale flusso idrico dei fiumi e dei torrenti rompa i collettori e arrivi a far depurare anche le acque dei torrenti. O che nei torrenti finisca acqua di fogna.




Mariapaola Vergallito



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Dice che era un bel torrente ma non andava più al mare
di Mariapaola Vergallito

“Dice che era un bel progetto e serviva a creare/ la deviazione di un torrente per distrarlo dal mare; ma dall’idea alla realizzazione passarono 40 anni, giusto il tempo di essere deviata e l’acqua cominciò a far danni”.

Scusate, non ho resistito. E’ 4 marzo, del resto, e chiedo scusa a Lucio Dalla per questa scapestrata citazione. C’è qualcun altro, però, che dovrebbe chiedere scusa, oggi. Proprio oggi che il torrente Sarmento, deviato in parte dal...-->continua



 



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