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La Basilicata che si spopola, tra numeri e soluzioni

3/02/2014



Oltre 17mila abitanti in meno nel giro di quasi sette anni. Perché la Basilicata, che con lo spopolamento ormai è costretta a fare i conti annualmente, se nel 2007 contava in totale 591.338 abitanti, fino alla metà del 2013 ne contava 574. 801. E se dal 2011 al 2012 lo scarto era di poco più di mille unità (578.036 nell’anno del censimento e 577.562 appena l’anno dopo) in meno di 12 mesi la Basilicata è scesa di oltre tremila abitanti. Numeri.

Dunque: fino alla fine del 2011, anno a cui si riferisce il 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, la popolazione residente in Basilicata ammontava a 578.036 unità. Il 65,4% della popolazione censita risiede in provincia di Potenza (377.935 unità), il restante 34,6% (200.101 unità) in quella di Matera. Le due province, alle porte del 2013, facevano contare rispettivamente circa 377.500 abitanti e poco più di 200mila.
Tra i due censimenti, rispetto al 2001, quando si contarono 597.768 residenti, si registra un decremento del 3,3 % a fronte di un incremento medio nazionale, da attribuire esclusivamente alla componente straniera, del 4,3%. A livello provinciale si rileva una diminuzione maggiore a Potenza (- 4.0%) rispetto a Matera (- 2.0%).Il calo di popolazione ha riguardato ben 113 dei 131 comuni della regione (86,3%) per la gran parte tutti di piccola e media dimensione demografica. L’età media della popolazione residente in Basilicata era pari a 43 anni, valore non distante dal dato medio nazionale. Solo dodici comuni su 131 (compresi i due capoluoghi di provincia) superano i 10mila abitanti. Ma, appunto, dici spopolamento e pensi ai comuni più piccoli che, inesorabilmente, sono dirette cartine di tornasole di questo fenomeno. Anche perché, la carenza di servizi primari soprattutto, porta, in particolare i nuclei familiari appena costituiti, a spostarsi nei centri limitrofi più grandi che, grazie a questo, reggono la sfida demografica. Vediamo nell’area sud. Dai dati telematici UrbiStat il comune di Senise nel censimento del 2011 faceva contare 7.094; dai dati pubblicati ad oggi gli abitanti sono 7.077; nel censimento del 2001 erano 7.178; Teana è passato dai 750 abitanti del censimento del 2001 ai 645 del 2011; Calvera, tra il 2011 ed oggi (i dati odierni sono quelli forniti da comuni-italiani.it sull’andamento demografico rispetto ai censimenti Istat) è passato da 429 e 423 abitanti e nel censimento del 2001 faceva contare 584 abitanti. Al di là dei numeri, però, è ovvio che il futuro dei piccolissimi centri passa attraverso la rete. E non solo quella 2.0 per cui già esistono esempi di unioni intercomunali per una sinergica azione di sviluppo turisatico delle aree. Più servizi e, lì dove non è possibile, garantire organizzazioni consortili rispetto ai territori. E vedremo se si potrà cominciare dalla rivoluzione delle aree programma in quelle che sono le intenzioni del neo governatore Marcello Pittella. Perché “occorre pensare- aveva detto Pittella poco dopo la sua elezione- a organizzazioni che siano davvero il front office tra i territori e il livello programmatorio regionale e che, dunque, possano svolgere una funzione non solo sulla difesa del territorio ma anche sul sociale, sul socio assistenziale e su altri aspetti”.



Mariapaola Vergallito



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