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Casa della Salute,"recupero patrimonio edilizio".Da Chiaromonte echi di protesta

13/08/2013



“La struttura più grande ceduta all’azienda sanitaria e le due più piccole in permuta al comune di Senise che, una volta completati i lavori della prima, potrà utilizzare gli altri due come vorrà”. Nel corso di un incontro con i giornalisti, il sindaco di Senise Giuseppe Castronuovo e l’assessore comunale Antonio Corizzo, hanno specificato i termini dell’intesa con l’Asp per la realizzazione della “Casa della Salute”. Le due strutture che diventeranno di proprietà comunale sono i due ambulatori che, oggi, ospitano gli studi dei medici di famiglia e gli uffici dell’Asp. Il tutto e altro ancora (come ad esempio un ambulatorio di medicina dello sport e una palestra interattiva), dovrà trasferirsi nell’edificio finanziato con una somma pari a 2milioni e 400mila euro, che va ad integrare i quasi 2milioni e 700mila del cofinanziamento ministeriale e sarà erogato a favore dell’Asp per l’acquisto dell’immobile di proprietà comunale e i successivi lavori. La struttura indicata è quella situata lungo la variante. “E’ dal 2007 che abbiamo preso a cuore la situazione del patrimonio comunale- ha spiegato il sindaco-tanto da delegare lo stesso Corizzo, che ora ringrazio, a tale specifico compito; questo investimento si inserisce nella lista di altri progetti, alcuni già completati, come i locali in piazza Aldo Moro e l’area alle spalle della chiesa di San Francesco. Altro resta da fare, come l’ex mattatoio e l’area un tempo adibita a servizi igienici pubblici, opere sulle quali ci sono già delle idee”. Nella programmazione sanitaria di Senise si aggiunge anche il Centro Diurno, che è stato ceduto in comodato gratuito e per 5 anni, all’azienda sanitaria da parte di un privato (la struttura si trova nell’ex Convento Cappuccini). Inoltre il Comune aveva proposto l’utilizzo della struttura ora finanziata per la realizzazione di un centro Alzheimer, previsto nell’ambito dei Pois, gestiti dalla ex Comunità Montana Alto Sinni. E’ di ieri, adesso, la nota inviata dal Comune all’ex ente, che evidenzia l’indisponibilità della struttura alla luce della sua nuova destinazione.
"Questo- hanno spiegato Castronuovo e Corizzo- dopo vani tentativi di vedere quale futuro potessero avere le proposte che noi avevamo fatto all'ente di mettere a disposizione la struttura per la realizzazione del centro".

Intanto l'amministrazione comunale di Chiaromonte non ci sta. Un consiglio comunale aperto a tutti gli amministratori dell’area che potrebbe anche concludersi con un incatenamento davanti all’ospedale San Giovanni. E’ quanto succederà oggi. Il sindaco Antonio Vozzi, in una nota, spiega perché: “La Giunta regionale dimissionata e delegittimata, si distingue ancora una volta per la sua capacità di produrre atti che, in spregio ad ogni regola di buona amministrazione, continuano a perpetrare danni ai territori. L’annuncio in pompa magna dell’assessore Martorano sulla “Casa della Salute” nel comune di Senise è la riprova di quanto poco credibili ed accettabili, siano le scelte compiute da questi signori. Si è voluto distruggere e devastare l’attività dell’Ospedale di Chiaromonte, allocato in una struttura moderna ed efficiente di oltre 15.000 mq e con esso tutto il sistema sanitario dell’area, in nome di una razionalizzazione dei costi e di un risparmio per il sistema sanitario Regionale, raccontando menzogne e falsità inutili, che oggi, ma anche ieri, tragicamente vengono alla luce”.Il sindaco Vozzi, contattato al telefono, precisa di non aver nulla contro l'amministrazione comunale di Senise e i suoi componenti, ma di agire contro una errata logica regionale.

E in riferimento all’azione che intende portare avanti l’amministrazione di Chiaromonte, Corizzo e Castronuovo specificano che “per la Casa della Salute si tratta di soldi vincolati e di cui si parla da oltre 6 anni e che nulla hanno a che vedere con la programmazione dell’ospedale di Chiaromonte, per il quale ci siamo sempre battuti e continueremo a farlo nello spirito di un’azione territoriale”.


Mariapaola Vergallito



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“I lucani conoscono la frana. I contadini lucani sono vissuti da sempre con la frana, l’orecchio teso a quel fremito oscuro, l’occhio attento a scrutare le rughe della terra. Ma un tempo nessuno la violentava la terra. La temevano, la rispettavano. Istintivamente si tramandavano quella che modernamente si è poi chiamata “cultura del territorio”. Oggi, nell’era della scienza, è proprio quella cultura che è venuta meno. Dalle paure ancestrali si è passati al s...-->continua



 



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