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Senise,la Madonna di Costantinopoli, la devozione e il viaggio a Roma nel 1988

28/05/2013



Grande fermento e gioia tra la comunità parrocchiale di Senise per la preparazione della festa in devozione alla Madonna di Costantinopoli che si celebrerà il 31 maggio 2013 con modalità diverse rispetto agli anni precedenti. Quest’anno il parroco don Pino Marino, ha accolto le istanze di alcuni membri del gruppo di preghiera di Padre Pio che, hanno voluto mettere a disposizione il loro tempo libero, per devozione alla Madonna. Hanno costituito un comitato feste e sono partiti per la questua nella zona nord del paese. Le famiglie hanno risposto positivamente a questa iniziativa, accogliendo il comitato con grande affabilità e cortesia ma soprattutto ha colpito la generosità delle stesse. Quest’anno la processione, partendo sempre dalla Chiesa Madre, si sposterà verso i quartieri della zona nord del paese e si concluderà con la celebrazione della Santa Messa nel capannone dell’ex Consorzio Agrario trasformato, per l’occasione, in una vera e propria Chiesa. Finita la parte religiosa allieterà la serata l’orchestra Solare live tour e alla fine i fuochi d’artifico.
Le origini del culto della Madonna di Costantinopoli
In questo clima di festa e di attesa della Comunità di Senise, la Siritide.it, interpretando il pensiero di molti devoti, ha voluto conoscere l’origine di questa devozione verso un’icona bizantina, interpellando il parroco don Pino Marino:. “La devozione alla Madonna di Costantinopoli- spiega don Pino-nasce a Senise, come in altre comunità limitrofe di Noepoli, S.Paolo Albanese, Cersosimo, S. Costantino Albanese portata dai monaci Basiliani che avevano in queste terre diverse realtà e insediamenti di monasteri. I Basiliani, pur essendo cattolici, svolgono il rito bizantino diffondendo questa devozione che si perde nei secoli come storia della Madonna di Costantinopoli”.
“A Senise – continua don Pino - c’era un quadro molto antico; una pittura su tela che in circostanze ancora da chiarire, non si conosce nemmeno l’epoca, andò distrutto da un incendio. Questo evento è stato vissuto dalla popolazione come un fatto straordinario, miracoloso ( anche se non possiamo parlare di miracolo). Di questa antica icona si è salvato solamente il volto della Madonna e del Bambino Gesù ed era proprio questa icona che è stata venerata in questi tempi più recenti circondati questi volti, scampati miracolosamente all’incendio, da un velluto rosso che ricopriva ormai tutta la parte distrutta e bruciata. Su di un’antica stampa ritrovata negli archivi parrocchiali in cui si vede tutta l’immagine della Madonna di Costantinopoli, nel 1988 don Egidio Guerriero parroco di Senise e don Battista Di Santo suo vice parroco, ebbero l’idea di ricostruire, con la realizzazione di un’icona moderna,( che fu realizzata a Roma da un artista) fu ricostruita sulla base di questa antica stampa e dal 1988 l’icona vecchia è conservata nella sacrestia della Chiesa di S. Francesco e dallo stesso anno si venera questa nuova icona.

Ogni anno la festa ricorre il 31 maggio a conclusione del mese mariano. Potremmo dire che è la Madonna di Senise e, quest’anno, che ricorrono i 25 anni, da quanto il 14 aprile 1988 questa icona nuova fu portata a benedire in piazza S. Pietro da parte di Giovanni Paolo II, l’abbiamo voluta festeggiare con una solennità, una sottolineatura maggiore e quindi questa festa è un avvenimento giubilare che ricorda questi 25 anni”. “Il 31 maggio 1988 – conclude don Pino – per la prima volta si fece la processione con questa icona e il 31 maggio di quest’anno , dopo 25 anni, celebriamo questo ricordo, questa memoria apponendo nel paese manifesti che ritraggono Giovanni Paolo II nell’atto di benedizione dell’icona della Madonna di Costantinopoli di Senise”. Questo gesto filiale non vuole essere trionfalistico della presenza cattolica nel nostro paese, ma affermare la regalità di Cristo su tutta la storia e su tutta l’umanità, e nello stesso tempo affidarsi a Colei che ha saputo accogliere prima nella fede e poi nel proprio ventre il verbo incarnato.


Descrizione dell’icona
Nel quadro della Madonna di Costantinopoli vi è scritto in greco il titolo mariano di “ Madre di Dio”; la presenza di tre stelle indica la verginità di Maria prima, durante e dopo il parto; lo sfondo dorato la presenza della gioia di Dio, il manto rosso, la pienezza dello Spirito Santo che ha reso Maria, Madre di Dio. Artisticamente l’immagine rivela l’intima unione fra Maria e Cristo. Infatti un culto che non ha al centro il mistero di Gesù Cristo non ha senso, Maria è Madre di Dio perché Gesù è vero Dio e vero uomo.

Incoronazione della Madonna di Costantinopoli
Dopo la benedizione a Roma la Comunità di Senise ha tributato alla Madonna di Costantinopoli il gesto dell’incoronazione ( 24 agosto 1987) ponendo una corona d’oro sul capo della Madonna e del Bambino Gesù alla presenza del cardinale Giordano, Arcivescovo di Napoli. La suddetta corona è stata realizzata con la fusione di oggetti d’oro che i fedeli di Senise hanno via via donato, in segno di devozione e gratitudine alla Madonna. Tutti gli oggetti preziosi donati rappresentano le ansie, le speranze, le paure ma, soprattutto, le preghiere e la devozione che la nostra comunità ha voluto tributare a Maria e suo Figlio.

Mai come in questo periodo di crisi si sente la necessità di affidare le proprie preoccupazioni alla Madonna di Costantinopoli, affinchè il tessuto cristiano e mariano su cui è nato il nostro paese trovi nuova vitalità ed entusiasmo per accogliere le sfide che il futuro presenterà.

Vincenzo diac. Terracina



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24/09/2018 Sospensione idrica in Basilicata

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Angela Ferrara viveva in un paese, Cersosimo, che siamo abituati a raccontare soltanto spulciando le colonnine infinite dei dati sullo spopolamento. Un paese incastonato tra le montagne del Pollino, in una valle bellissima; uno di quei borghi che non vedi da lontano, ma solo quando esci dalla statale per aggrapparti nei tornanti che collegano l’entroterra lucano a quello calabrese. Negli anni saranno stati tanti i giovani che hanno guardato questo paese con...-->continua



 



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