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Teana e Tricarico gemellati in nome del Carnevale

18/02/2013



Quest’anno si è fatto attendere un po’ più del solito il Carnevale teanese, (spostato, infatti, a causa della neve), ma Carnevale si doveva per forza sparare, doveva per forza finire. Quest’anno la grande e importante novità è stata la partecipazione delle note maschere di Tricarico. Ieri a Teana, come vuole la tradizione nella mattinata è avvenuta la caratteristica sfilata delle maschere, gli sposi, i compari, il pezzente, i gendarmi, l’orso, Carnevale, il medico e gli infermieri, il prete e i sacrestani Quaremma e tutto il corteo, c’erano tutti, a fare scherzetti per il paese, a ballare nelle piazzette, a ristorarsi nelle cantine, a inscenare malori improvvisi di Carnevale. Nella tarda mattinata tutto il paese in piazza a guardare il ballo delle maschere, dove è avvenuto l’incontro con le maschere di Tricarico, un gemellaggio, una fusione, di due mondi, di due modi diversi e per certi aspetti simili, c’è stata subito tanta sintonia tra i mascherati che si sono fusi in un unico corteo, sono stati reciprocamente scambiati doni, Tricarico ha offerto la sua esperienza, e Teana la sua grande ospitalità. Le maschere di Teana hanno fatto il loro giro in una sorta di questua per tutto il paese, come sempre sono arrivate dall’ esterno del paese dai boschi, con il loro rumore, con la banda e quel rumore frenetico dei campanacci e delle corde di ferro con cui è legato l’ orso, che ha il compito di spaventare i bambini. Tutte le persone aspettano con ansia sull’ uscio l’ arrivo delle maschere, si sa che arriveranno ma non si sa quando, le gente si unisce alle danze e viene coinvolta nella rappresentazione, e resta ad interrogarsi su chi quest’ anno ha rappresentato il personaggio di Carnevale, piuttosto che la sposa o un altro, i personaggi, cambiano infatti, ogni anno e la gente si diverte a riconoscerli. Un grande rumore e frastuono, insolito per la piazza principale del comune di un piccolo paese, il rumore forte che già da sole fanno le maschere di Teana unito a quello altrettanto forte e pieno dei grandi e caratteristici campanacci di Tricarico, che sono stati suonati per tutto il percorso, i due gruppi si sono uniti conosciuti e fusi in questa grande armonia di festa. Il Carnevale di Tricarico ha come maschere, una mandria in transumanza, mucche e tori, le mucche bianche con tanti mastri colorati e i tori vestititi di nero, maschere affascinanti. Un incontro per capire che poi le distanze tra le varie comunità possono essere lunghe oppure si possono accorciare, riuscendo a trovare gli elementi che ci uniscono piuttosto le differenze. Nel pomeriggio il consueto processo a Carnevale, tra le arringhe degli avvocati, l’accusa che ha denunciato le scelleratezze di quell’ uomo dedito al vizio all’ ozio, al mangiare e bere, un uomo scellerato che ha contratto tanti debiti, che ha avuto sette figlie femmine e un solo figlio maschio, la difesa cerca in qualche modo di alleggerire la sua posizione, la moglie lo vorrebbe comunque vivo è pur sempre suo marito, ma il popolo è unanime “a morte”. Queste parole e questa sorta di processione nella quale si porta alla morte un uomo, nella quale avvengono le tante cadute, secondo alcune interpretazioni rimanderebbe un po’ alla via Crucis, alla morte di Dio. Interessante ed emblematica la figura dell’ orso, l’ animale che rappresenta un legame con la natura, e grande fascino si cela dietro tutte le figure che rimandano ad un mondo contadino, semplice, ma carnevale il periodo dell’ anno in cui si mangiano i salami, si consuma la carne, rara sulle tavole contadine, doveva per forza finire con la condanna a morte, sparato viene portato nei boschi dall’orso. La rappresentazione finisce con le parole di Carnevale come l’ uomo che muore contento perché ha goduto dei piaceri della vita. Forse uno dei commenti più belli sul carnevale di Tricarico è di Carlo Levi « ... andai apposta a Tricarico, con Rocco Scotellaro. Il paese era svegliato, a notte ancora fonda, da un rumore arcaico, di battiti di strumenti cavi di legno, come campane fessurate: un rumore di foresta primitiva che entrava nelle viscere come un richiamo infinitamente remoto; e tutti salivano sul monte, uomini e animali, fino alla Cappella alta sulla cima .... Qui venivano portati gli animali, che giravano tre volte attorno al luogo sacro, e vi entravano, e venivano benedetti nella messa, con una totale coincidenza del rituale arcaico e magico con quello cattolico assimilante... » Nel corso della manifestazione è stata consegnata dal prescindete della Proloco di Teana Vincenzo Lo Vaglio una targa ricordo alla maschera più anziana Novelli Francesco che anche quest’ anno con i suoi otttantacinque anni ha sfilato ballato e cantato per le vie del paese e una targa a Tornese Domenico, premiato a casa per motivi di salute e una targa ricordo al Vice Presidente della Pro Loco di Tricarico Rocco Stasi. Quest’anno importante appuntamento e successo per questa manifestazione che continua ad ingrandirsi e a crescere con il sodalizio tra la Proloco di Tricarico e quella di Teana, che non finisce qui, il rapporto di intesa ormai iniziato procede. Appuntamento dunque per il due marzo a Tricarico dove saranno presenti i carnevali più importanti e particolari e ci sarà anche quello di Teana.

Maria Rosaria Rondinelli



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24/03/2019 Calcio 2^ Ctg./C: risultati 17^ giornata

ACS =9 – Real Chiaromonte 1-1
Lanese – Real Grumento 2-1
Sanseverinese – Sporting Lucania 6-2
Proloco Spinoso – City Sport Agromonte 2-3

24/03/2019 Calcio 1^ Ctg./B: risultati 23^ giornata

Peppino Campagna – A.Montalbano 3-0
VR Episcopia – Città Dei Sassi Matera 1-1
Tramutola – Elettra Marconia 1-1
Irsina – L.Montescaglioso 4-1
Salandra – Montemurro 3-0
Castelsaraceno – Tursi 0-1
Tricarico – Viggianello 6-3

24/03/2019 Risultati campionati Regionali

ECCELLENZA 28 Giornata
Avigliano – Grumentum 0-6
Lavello – Latronico 3-0
Moliterno – Policoro 0-3
Murese – Melfi 1-3
Real Metapontino – Vultur 0-0
Real Senise – Real Tolve 3-0
Ripacandida – Ferrandina 1-1
Montescaglioso – Pomarico 2-0

PROMOZIONE 25^ Giornata
A. Lauria – Miglionico 5-0
Calcio San cataldo – Anzi 3-2
Lu Tito – Castelluccio 3-4
Oppido – Virtus Bella 6-0
Possidente – Paternicum 0-3
RAF Vejanum – Oraziana Venosa 1-1
Santarcangiolese – Brienza 0-2

Noi e quella sacrosanta ''cultura del territorio''
di Mariapaola Vergallito

“I lucani conoscono la frana. I contadini lucani sono vissuti da sempre con la frana, l’orecchio teso a quel fremito oscuro, l’occhio attento a scrutare le rughe della terra. Ma un tempo nessuno la violentava la terra. La temevano, la rispettavano. Istintivamente si tramandavano quella che modernamente si è poi chiamata “cultura del territorio”. Oggi, nell’era della scienza, è proprio quella cultura che è venuta meno. Dalle paure ancestrali si è passati al s...-->continua



 



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