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Amministratori e lavoratori si riuniscono per il futuro dei cantieri forestali

7/02/2013



Si è tenuta ieri a Castronuovo di Sant’Andrea l’assemblea dei sindaci della comunità del Parco nazionale del Pollino, versante lucano, per discutere sul delicato e tanto sentito tema della forestazione. La riunione è stata indetta dal Presidente della Comunità del Parco Sandro Berardone e si è conclusa con la costituzione di una delegazione di sindaci e di un piccolo coordinamento con delegati degli interessati; uno per ogni paese ha dato, infatti, la propria disponibilità e farsi portavoce degli altri. L’auspicio e l’intenzione è che quella di ieri sera non sia una sporadica riunione, non il momento conclusivo della vicenda, ma il punto da cui ripartire.
Si è chiusa da poco la vicenda del turnover, alcune unità si sono aggiunte alle poche restanti, ma tanti sono rimasti fuori, c’è qualche speranza per loro? L’iniziativa è partita da Berardone che ha convocato all’assemblea 24 sindaci, tra i quali 18 hanno dato la loro piena adesione. “Le unità assunte sono certo un grande risultato per il territorio- ha detto Berardone - ma sono di gran lunga inferiori alle aspettative e alle necessità del territorio, come lamentano anche i vari amministratori che si ritrovano ad avere poche unità a disposizione mentre i lavori da fare sono tanti”. Dal dibattito è emerso chiaramente l’importanza della forestazione come fonte di reddito, per la manutenzione idrogeologica, la prevenzione e il mantenimento della rete stradale tra i Comuni. Nel corso degli anni centinaia di addetti si sono persi con i pensionamenti, quello che non è avvenuto però è l’auspicato “rimpiazzo”. Un appello rivolto ai comuni che hanno intenzione di proseguire in questa battaglia, spiega sempre il presidente, per aiutare e dare speranza a quelle persone rimaste fuori che sono, a volte, proprio i “veri braccianti”. Il problema è: il territorio può vedere consolidati questi numeri, può sperare nell’ occupazione giovanile? “Non si può abbassare la guardia- ha detto ancora Berardone- e occorre farsi trovare pronti, decisi e propositivi in occasione del nuovo piano di forestazione. Tutti uniti amministratori, cittadini e sindacati”. Tra i Comuni aderenti all’iniziativa, Terranova di Pollino Vincenzo Golia, il cui sindaco ha sottolineato “l’ importanza del tema lavoro per il territorio, un’ azione, questa, degli amministratori che non vuole essere assistenzialismo, perché la forestazione è importante per i fini produttivi, ricordando le battaglie fatte per l’ aumento delle giornate lavorative, poi lo sblocco del turnover, con le lungaggini procedurali; bisogna dare risposte vere”.
Il sindaco di Chiaromonte Antonio Vozzi ha posto un interrogativo che, in un primo momento, ha lascito allibiti i presenti che aspettavano di conoscere il loro futuro: “fino a quando ci sarà davvero la possibilità non solo di aumentare ma anche di mantenere il cantiere forestale, una volta finiti i fondi Europei? Auspico di fare fronte comune per avere anche in questa parte della Basilicata degli aiuti forti e considerevoli, essendo l’ area che meno ha, in base ad un principio di equa redistribuzione delle risorse, quindi la possibilità di impiegare altri tipi di fondi”. Una vicenda caratteristica, quella esposta dal sindaco di Episcopia Biagio Costanzo, che ha visto scendere il numero di addetti nella forestazione fino a sole 5 unità. Preoccupazione e sconcerto per la vicenda anche da parte del sindaco di Viggianello Vincenzo Corraro, che ha espresso rammarico per la diminuzione degli addetti da 6000 a 4000 unità. E poi il contributo del sindaco di Rotonda Giovanni Pandolfi, che ha ripercorso le tappe della vicenda cantiere, ricordando le tante lotte fatte in passato, come quelle dei lavoratori stagionali, che erano costretti ad andare all’ estero e poi l’ aumento delle giornate lavorative. Parola d’ ordine: non arrendersi, anzi lottare con la stessa tenacia che c’è stata in passato e devono farlo anche e soprattutto i cittadini. Disposta all’ascolto sul tema e a dare sostegno agli aspiranti forestali, anche il sindaco di San Costantino Rosamaria Busicchio, che ha ribadito, l’ importanza dei braccianti e la necessità del sostegno nei loro confronti. “Cosa si può progettare con una squadra di 5 persone? - ha poi chiesto il sindaco di Fardella Mimma Orofino, che vede nei boschi la possibile fonte di ricchezza per questi territori, perché “l’aspetto forestale è un’ occasione che non si può lasciare sfuggire ed è la piccola grande risorsa per il territorio”. E poi l’auspicio di andare avanti fino ad un tavolo tecnico sulla questione, è il pensiero espresso dal comune di Francavilla dall’ assessore Carmelo Lo Fiego. “Bisogna stare al fianco dei cittadini in prima linea in tutte le battaglie per il nostro territorio- ha detto il sindaco di Teana Vincenzo Fiorenza – in questa come in tutte le altre battaglie per far sentire la vicinanza degli amministratori ai cittadini”.
Tesi sposate perfettamente dal Comune di San Paolo Albanese, espresse dal vicesindaco, che ha denunciato il tema tra gli urgenti bisogni per il territorio. Un'annosa questione, quella della forestazione, per il sindaco di Carbone Mario Chiorazzo, tanto che tra Parco e ZPS i vantaggi sono pochi e paradossalmente ci sono vincoli anche per la green economy. Infine il sindaco di San Giorgio Lucano Franco Cirigliano, che tra l’altro ha sottolineato un’altra incongruenza già anticipata anche da altri suoi colleghi, ossia le comunità montane in aree marine, con sbocco sul mare, che si trovano ad avere anche più addetti di quelle veramente montane. Quindi: sostegno, vicinanza, impegno, tutti uniti e coesi si sono dimostrati gli amministratori nel voler combattere questa battaglia per il proprio territorio.
Ma cosa chiedono i cittadini, i forestali, i lavoratori che cercano questo lavoro, che sono rimasti fuori; cosa pensano? Hanno ancora speranza? Cosa rappresenta per loro il “cantiere”? Dagli interventi e dalla voce dei presenti emerge un grido di disperazione mista a stanchezza; dall’altro voglia di lottare per quel posto di lavoro, perché come detto da una giovane donna nel suo intervento, Antonella Palmira di Castronuovo, i genitori dell’ attuale generazione di giovani, andavano a “Policoro”per 30 euro al giorno alzandosi alle 4 del mattino. Oggi non c’ è nemmeno più questa possibilità perché con i lavoratori extracomunitari, anche questi posti vengono meno. Il cantiere vien visto come un possibilità per restare in questi territori, è un aiuto, una speranza, ed emerge la paura che le graduatorie che sono venute fuori dalla scorso bando possano restare lettera morta. La loro è una richiesta di aiuto rivolta ai sindaci, alle istituzioni, ai sindacati, di vicinanza nella loro lotta per il diritto al lavoro, per non vedere svanita forse quell’ ultima opportunità lavorativa, per non fare la valigia e andarsene, perché sono fermamente convinti, soprattutto i giovani, i tanti giovani che erano presenti ieri sera, che da sempre sono la molla per il cambiamento, che una regione senza giovani è una regione che non ha futuro. I cinquant’anni hanno inseguito quel sogno per una vita e conoscono bene un mestiere che continuano ad inseguire e a lottare per quel posto di lavoro che vedono sempre più allontanarsi.

Maria Rosaria Rondinelli




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Buttate le quote rosa come i reggiseni negli anni Settanta
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