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Centrale Mercure, il Consiglio di Stato boccia il ricorso dei due Comuni lucani

11/01/2013



Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi presentati dai Comuni di Rotonda e Viggianello sul decreto con cui la Regione Calabria ha autorizzato l'entrata in esercizio della centrale Enel nella Valle del Mercure, al confine con la Basilicata.
Questa la decisione: “Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sul ricorso per ottemperanza in epigrafe (ricorso n. 6805 del 2012), lo dichiara inammissibile; dichiara le spese di causa interamente compensate fra tutte le parti.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.”

Di seguito riportiamo l’intera sentenza pubblicata sul sito www.giustizia-amministrativa.it

SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 6805 del 2012, proposto dal Comune di Rotonda e dal Comune di Viggianello, in persona dei rispettivi Sindaci in carica, rappresentati e difesi dall’avv. Vincenzo Bonafine, con domicilio eletto presso l’avv. Riccardo Salvioni in Roma, Piazzale Clodio, 22;
contro
la Regione Calabria, in persona del Presidente in carica, rappresentata e difesa dall’avv. Benito Spanti, con domicilio eletto presso l’avv. Giuseppe Maria Toscano in Roma, viale Giulio Cesare, 61 Int. 7;
l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Gregorio Barba, con domicilio eletto presso l’avv. Francesco A. Caputo in Roma, via Ugo Ojetti, 114;
l’Enel Produzione s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Marcello Molè e Marcello Cardi, con domicilio eletto presso il primo in Roma, via Nicolò Porpora, 16;
la Regione Basilicata, la Provincia di Cosenza, la Provincia di Potenza, il Comune di Laino Borgo, il Comune di Laino Castello, il Comune di Mormanno, il Comune di Castelluccio Inferiore, l’Arpacal, l’Autorità Interregionale di Bacino della Basilicata, l’Ente Parco Nazionale del Pollino, l’Associazione Forum Ambientalista Movimento Rosso Verde, l’Associazione Italiana WWF, la Consorzio Legno Calabria s.r.l., non costituiti in giudizio;
per l’ottemperanza
alla sentenza del CONSIGLIO DI STATO, SEZIONE VI, n. 4400/2012, resa tra le parti, concernente riattivazione e riconversione di centrale termoelettrica;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Regione Calabria, dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza e dell’Enel Produzione s.p.a.;
Viste le memorie difensive;
Visto l’art. 114 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 27 novembre 2012 il Cons. Bernhard Lageder e uditi per le parti gli avvocati Bonafine, Spanti, Molè, Cardi e Clarizia, quest’ultimo per delega dell’avvocato Barba;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
1. Col ricorso in epigrafe, proposto ex art. 114 c.p.a., il Comune di Rotonda e il Comune di Viggianello agiscono per l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. 4400/2012 di questa Sezione, con la quale, in parziale riforma della sentenza n. 1656/2011 del T.a.r. Calabria, sono stati accolti i ricorsi, tra di loro riuniti, proposti dall’Ente Parco Nazionale del Pollino e dai medesimi Comuni avverso gli atti inerenti al procedimento di autorizzazione alla riattivazione, mediante l’utilizzazione delle cosiddette biomasse quale combustibile, della sezione 2 della centrale termoelettrica del Mercure sita nel Comune di Laino Borgo, definito dalla Regione Calabria con il decreto n. 13109 del 13 settembre 2010, di convalida di tutti gli atti procedimentali in precedenza posti in essere dalla Provincia di Cosenza e di rilascio dell’autorizzazione.
2. La sentenza ottemperanda di questa Sezione ha annullato gli atti lesivi impugnati, in accoglimento del motivo, avente carattere assorbente delle ulteriori censure sollevate, col quale era stato dedotto il vizio d’incompetenza in capo alla Provincia, in quanto l’art. 12, comma 3, d.lgs. 29 dicembre 2003, n. 387, attribuiva il potere e la responsabilità a condurre le attività procedimentali e ad assumere il provvedimento finale alla Regione, previa formazione del titolo abilitativo (funzionale alla costruzione e all’esercizio dell’impianto) in sede di conferenza di servizi convocanda dalla stessa Amministrazione regionale, nonché sul rilievo che il relativo vizio non era suscettibile di convalida o di ratifica.
Sul piano conformativo, questa Sezione precisava che la valutazione circa l’autorizzabilità dell’attivazione dell’impianto dovesse essere oggetto di rinnovazione del procedimento da parte della Regione Calabria, e che tale rinnovazione dovesse riguardare l’intervento interamente considerato, tenendo conto della rivalutazione della compatibilità dell’impianto con le esigenze pubbliche attuali (a fronte della risalenza nel tempo dell’autorizzazione rilasciata il 2 settembre 2002 dalla Provincia di Cosenza ed illegittimamente convalidata dalla Regione).
In forza della portata conformativa della futura attività amministrativa (propria delle sentenze amministrative di accoglimento con margini di discrezionalità residua in sede di riedizione del potere), la sentenza n. 4400/2012 di questa Sezione evidenziava, altresì, la fondatezza del motivo di ricorso relativo all’illegittimo mancato coinvolgimento della Regione Basilicata nei lavori della conferenza, poiché l’area di ubicazione dell’impianto della centrale riguardava entrambi i territori della Regione Basilicata e della Regione Calabria.
3. I due Comuni, nel ricorso per ottemperanza, premesso che con nota del 10 agosto 2012, a firma del dirigente di settore presso il dipartimento attività produttive della Regione Calabria, era stata indetta la conferenza di servizi in relazione al procedimento riattivato in esito alla richiamata pronuncia annullatoria di questa Sezione, senza convocare i Comuni medesimi, ne assumono la nullità:
- per violazione del vincolo soggettivo del giudicato conseguente a detta mancata convocazione, in quanto la sentenza ottemperanda, accogliendo il ricorso proposto dai due Comuni (oltre a quello proposto dall’Ente Parco), ne avrebbe riconosciuto una posizione d’interesse legittimante la partecipazione procedimentale,
- per violazione del vincolo oggettivo scaturente dal giudicato, per l’omesso adeguamento del progetto all’evoluzione della migliore tecnologia disponibile e della situazione ambientale, sancito con valenza conformativa nella sentenza ottemperanda, laddove affermava la necessità di una rivalutazione della compatibilità dell’impianto con le esigenze pubbliche attuali.
I due Comuni ricorrenti chiedono dunque dichiararsi la nullità del censurato atto di convocazione della conferenza di servizi del 10 agosto 2012 e di tutti gli atti consequenziali, nonché ordinarsi all’Amministrazione procedente, in ottemperanza al giudicato, di invitare i Comuni medesimi, in quanto enti direttamente interessati, a partecipare alla conferenza di servizi, e di imporre l’adeguamento del progetto alle sopravvenute esigenze tecnologiche ed ambientali, quale condizione di procedibilità dell’istanza autorizzatoria, con vittoria di spese.
4. Costituendosi in giudizio, la Regione Calabria ha eccepito l’inammissibilità del ricorso per ottemperanza, atteso il suo sostanziale contenuto impugnatorio, da far valere in separata sede cognitoria, tant’è che i Comuni ricorrenti avrebbero esperita separata azione di annullamento dinanzi al T.a.r. per la Calabria, con ricorso del 5 settembre 2012 contenente censure sostanzialmente identiche a quelle dedotte nella presente sede. L’Amministrazione regionale chiedeva, inoltre, la cancellazione di alcune frasi ritenute offensive, contenute nel ricorso per ottemperanza.
5. Si è, altresì, costituita l’Enel Produzione s.p.a., eccependo sia l’inammissibilità del ricorso per carenza di interesse, per la natura endoprocedimentale dell’impugnato atto di convocazione della conferenza di servizi, sia l’improcedibilità del ricorso, poiché i Comuni ricorrenti sono stati invitati per l’audizione in sede di conferenza di servizi nella seduta del 10 ottobre 2012, alla quale non si erano presentati, né potendo gli stessi pretendere di parteciparvi con diritto di voto. L’Enel ha, inoltre, contestato la fondatezza nel merito del ricorso, attesa l’inconsistenza delle dedotte violazioni dei limiti del giudicato.
6. Si è, infine, costituita in giudizio anche l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza (chiamata ad esprimere il parere igienico-sanitario nell’ambito del procedimento autorizzatorio), deducendo l’inammissibilità del ricorso per ottemperanza e, ad ogni modo, la sua infondatezza.
7. La controinteressata Enel Produzione s.p.a., nella memoria del 23 novembre 2012, espone che nelle more la Regione, a conclusione del procedimento, avrebbe rilasciato l’autorizzazione unica ex art. 12 d.lgs. n. 387 del 2003, sollevando al riguardo un’ulteriore eccezione d’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d’interesse.
Alla camera di consiglio del 28 novembre 2012, i difensori della Regione e dei Comuni ricorrenti si sono conciliati con riguardo all’istanza di cancellazione delle frasi ritenute offensive (con i relativi chiarimenti conclusisi con una stretta di mano), abbandonando ogni relativa richiesta ed eccezione (sicchè nulla è dato statuire sul punto), al che la causa è stata trattenuta in decisione.
8. Ritiene la Sezione che il ricorso è inammissibile, e comunque improcedibile, sotto vari profili.
8.1. Va premesso che nella sentenza ottemperanda non è trattata (in quanto, evidentemente, esulante dalla res litigiosa) la questione sulla natura della posizione in sede procedimentale dei due Comuni odierni ricorrenti, se, cioè, gli stessi fossero titolari di una posizione d’interesse tale da imporre la loro partecipazione con diritto di voto in qualità di soggetti per legge muniti del potere di esprimere pareri o nulla-osta nell’ambito del procedimento autorizzatorio in esame, oppure se fosse stata sufficiente la loro audizione a meri fini di acquisizione delle prese di posizione di soggetti portatori di interessi (pubblici e/o collettivi) in qualche modo coinvolti dal progetto.
Ne consegue che alcun vincolo conformativo può sprigionare sul punto la sentenza ottemperanda.
Ciò posto, osserva il Collegio che dal verbale della conferenza di servizi del 24 settembre 2012 (cui si riferisce l’impugnato atto di convocazione del 10 agosto 2012) si evince che in tale seduta è stata deliberata l’audizione dei rappresentanti dei due Comuni, con aggiornamento alla successiva seduta del 10 ottobre 2012. Risulta, altresì, la mancata comparizione dei rappresentanti dei due Comuni in quest’ultima seduta, motivata dalla mancata ammissione con diritto di voto, come si evince dalla lettera di diffida fatta pervenire dal Comune di Viggianello.
Ne deriva, per un verso, l’inammissibilità della censura di elusione dei limiti soggettivi del vincolo conformativo, basata sulla sussistenza dell’interesse partecipativo dei Comuni, esulando ogni relativa questione dal decisum della sentenza ottemperanda e potendo dette questioni essere esaminate esclusivamente in sede di giudizio impugnatorio da promuovere dinanzi al T.a.r., nonché, per altro verso, l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d’interesse, dovendosi (ai fini del presente giudizio di ottemperanza) rilevare che la pretesa partecipativa dei Comuni ricorrenti è stata soddisfatta con la convocazione per l’audizione in sede di conferenza di servizi, in difetto di ulteriori statuizioni della sentenza ottemperanda (impregiudicata la risoluzione della relativa questione nell’ambito del giudizio impugnatorio).
8.2. Analoga statuizione declinatoria in rito s’impone in relazione alla dedotta elusione dei vincoli oggettivi del giudicato, in quanto la conformità, o meno, delle valutazioni poste a base del provvedimento autorizzatorio alle esigenze pubbliche attuali (sia sub specie di conformità alla migliore tecnologia disponibile, sia sub specie di adeguatezza rispetto all’evoluzione della situazione ambientale) è sindacabile di certo non in questa sede a seguito del mero atto di convocazione della conferenza di servizi, bensì solo all’esito delle valutazioni da compiere in sede di conferenza e di adozione del provvedimento definitivo conclusivo del procedimento.
Pertanto, contrariamente a quanto sostenuto dagli odierni ricorrenti, la soluzione delle questioni relative all’adeguatezza ed alla conformità del progetto alle esigenze pubbliche attuali non costituisce condizione di procedibilità del procedimento autorizzatorio, dovendo tali questioni per contro essere risolte in sede di (ri)esercizio del potere, in tesi sindacabile in sede di giudizio cognitorio e di impugnazione del provvedimento conclusivo della conferenza di servizi, con conseguente inidoneità del contestato atto di convocazione ad eludere gli asseriti limiti oggettivi del vincolo conformativo della sentenza ottemperanda ed inconfigurabilità di un interesse concreto ed attuale a suffragio della proposta azione di nullità.
Peraltro, la Sezione rileva dagli atti processuali che nelle more è stato adottato il provvedimento finale (v. decreto regionale n. 16459 del 19 novembre 2012, prodotto in allegato alla memoria Enel del 23 novembre 2012), suscettibile di impugnativa in sede cognitoria unitamente agli atti presupposti.
8.3. Per le esposte ragioni, s’impone la declaratoria d’inammissibilità del proposto ricorso per ottemperanza.
9. Tenuto conto di ogni circostanza connotante la presente controversia, si ravvisano i presupposti di legge per dichiarare le spese di causa interamente compensate fra tutte le parti.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sul ricorso per ottemperanza in epigrafe (ricorso n. 6805 del 2012), lo dichiara inammissibile; dichiara le spese di causa interamente compensate fra tutte le parti.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 27 novembre 2012 con l'intervento dei magistrati:
Luigi Maruotti, Presidente
Claudio Contessa, Consigliere
Gabriella De Michele, Consigliere
Bernhard Lageder, Consigliere, Estensore
Andrea Pannone, Consigliere

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 09/01/2013
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)



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