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| Occhi del Parco: gli studenti vigili sul territroio del Parco Val d'Agri |
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17/05/2012 |
| Domani, 18 maggio gli alunni dell’I. C. Racioppi di Moliterno si cimenteranno nel ripristino e pulizia delle località Vallicelle e Faggetto di Moliterno, a partire dalle ore 10:00 e fino alle 12:00,
accompagnati dall’Amministrazione Comunale, dalle Forze di Polizia e dagli educatori del Ceas “Nova Terra” di Pignola. L’uscita è stata organizzata con il contributo del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese, soggetto capofila del progetto.
L’appuntamento di domani, vuole essere una significativa azione di tutela dell’ambiente e di lotta agli illeciti ambientali. Esso, infatti, è una delle azioni previste dal progetto “Occhi del Parco”, messo in campo dallo stesso Ente Parco e dal Ceas di Pignola, con il sostegno del programma strategico Epos 2010-2013 del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata.
Il cuore del progetto, iniziato lo scorso febbraio, è stato un concorso fotografico indirizzato ai bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado che hanno avuto modo di sperimentare il proprio occhio critico per segnalare il degrado dei territori che li circondano. Agli scatti negativi, sono stati, poi, chiamati a contrapporre un’immagine, un articolo o un elaborato creativo per proporre la propria visione delle nostre aree, parti integranti dell’area protetta. Il concorso a premi inoltre, attraverso il coinvolgimento dei più piccoli, è stata un’azione pilota di segnalazione ambientale che ha visto la collaborazione inedita e preziosa delle Forze di Polizia.
In questi mesi, altre aree sono già state sottoposte al ripristino. Domani, saranno proprio i ragazzi, attenti fotografi, a farsi protagonisti di quest’azione manifestando così il loro desiderio di proteggere e tutelare il nostro territorio, dimostrando uno spiccato senso civico e di appartenenza alla comunità.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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