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| Rionero in Vulture: il canile continua ad essere un lager |
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17/04/2011 |
| E’ arrivata ai nostri indirizzi la segnalazione da parte dell’associazione “Chiliamacisegua”a proposito delle condizioni precarie nelle quali versano i cani “ospitati” nel canile di Rionero in Vulture. Precarietà già più volte segnalata a mezzo stampa e alle autorità competenti. “Sono morti in cento, di fame, di sete, di malattie, di freddo; cento cani in un anno”-si legge nel comunicato-appello- così possiamo riassumere l’urlo di dolore nella descrizione del canile e delle inadempienze della amministrazione comunale. La situazione è gravissima, almeno 150 cani in una struttura priva di acqua, di fogna, ma soprattutto priva di ripari, infatti i cani sono suddivisi in grandi gruppi all’interno di recinti scoperti.Il canile sorge in una zona freddissima e molto ventilata; e l’inverno a Rionero è gelido e lungo.Nella gestione del canile si sono avvicendate due diverse realtà, l’attuale proviene da Sant’Arcangelo.Il Comune corrisponde al gestore una somma tra i 5mila800 e 6mila euro mensili, ma tra compenso al veterinario nominato dall’Amministrazione municipale, le retribuzioni dei lavoranti e la spesa dell’acqua, per i cani rimane ben poco, quindi a dieta forzata!Ci sono stati casi di sbranamenti per un tozzo di pane.Il Servizio veterinario della ASL vorrebbe trasferire i cani presso un’altra struttura, ma il Sindaco replica che “in zona non ci sono altri canili disposti ad accogliere i circa 200 animali sistemati nel nostro rifugio“.Rifugio? Ma il Sindaco ha visto la struttura?”
La struttura era stata posta sotto sequestro nel 2008 per mancanza di fogne e acqua. Non ci risulta che siano stati eseguiti i lavori per realizzare una rete fognaria. Domanda: se la situazione è la stessa di tre anni fa, perché il canile continua a funzionare? Lo aveva chiesto al sindaco, meno di 20 giorni fa, il collega della Gazzetta del Mezzogiorno Massimo Brancati.
«La verità – aveva detto il sindaco di Rionero, Antonio Placido - è che in zona non ci sono altri canili disposti ad accogliere i circa 200 animali sistemati nel nostro rifugio. Ecco perché abbiamo avuto l’autorizzazione dal tribunale per tenere aperta la struttura».
Il primo cittadino rionerese, che evidentemente non è rimasto insensibile alle segnalazioni ricevute, va giù duro: «Stiamo procedendo alla sostituzione del gestore. Non nascondiamo perplessità di fronte al modo di gestire il rifugio. Dal veterinaio dell’azienda sanitaria - aggiungeva Placido - abbiamo avuto una relazione dettagliata sulla situazione e penso che in questa settimana provvederemo a sostituire il gestore».
Ma, chiediamo, ciò che accade all’interno del canile è solo un problema di gestione? «C’è anche una questione strutturale da risolvere - ammetteva il sindaco -Sono ormai quasi ve n t ’anni che il rifugio è aperto senza essersi preoccupati di far arrivare l’acqua. Nei prossimi giorni ho avuto assicurazioini che ci sarà il prolungamento della rete idrica per agganciare il rifugio». In attesa dei lavori, Placido ribadisce: «Abbiamo la sensazione che il gestore non abbia fatto quello per cui è stato chiamato. Si sono verificati problemi che ritengo molto gravi. Per questo provvederemo a rimuovere l’incarico affidato» .
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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