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In Basilicata ecco gli stipendi d’oro dei dirigenti pubblici

9/02/2010



L’operazione trasparenza tocca dirigenti e manager. Fatti i conti in tasca al parlamentino lucano (si veda la Gazzetta di Basilicata di venerdì scorso), oggi andiamo a spulciare le dichiarazioni dei redditi di chi è a capo di enti o uffici della Regione. In base alla legge regionale 31/83, lo ricordiamo, chi ha cariche elettive e direttive è tenuto a pubblicare la propria situazione patrimoniale sul Bollettino ufficiale della Regione. In molti hanno risposto all’obbligo, ma c’è anche chi l’ha completamente ignorato: sono in tutto 29 i dirigenti che non hanno comunicato la propria situazione reddituale. E sono tutti appartenenti a Comunità montane.

Ma veniamo ai dati. I redditi - che si riferiscono al 2008 - vanno da un minimo di 80 mila euro a un massimo di 311mila. Non teniamo conto in questa classifica di quanto dichiarato da dirigenti delle Comunità montane: nel loro caso le cifre si assottigliano notevolmente e c’è anche chi nel 2008 dichiara di non aver percepito alcun reddito. Gli altri? Si va da 24mila euro a poco più di 3mila. Spiccioli, insomma, soprattutto se rapportati a quanto intascano i manager più fortunati. Nella top ten dei più ricchi svetta ancora una volta il presidente di Acquedotto Lucano, Egidio Mitidieri, sulla cui dichiarazione dei redditi campeggia, alla voce imponibile, la somma di 311.758 euro. Diciamo subito che il reddito derivante dalla sua attività di manager pubblico è di molto inferiore ed è pari a circa 130.000 euro lordi annui.

Se paragoniamo questa cifra a quanti assumono analoghe responsabilità, ci si rende conto che è tra le più basse. Anche perché è il frutto di una precisa indicazione dell’assemblea dei soci di Acquedotto Lucano che ha ridotto i compensi dei manager prevedendo un ulteriore taglio del 20% proprio sull’indennità percepita da Mitidieri. Scorrendo l’elenco dei dirigenti notiamo che i più facoltosi sono i manager che gravitano attorno all’orbita della sanità: si va da un massimo di 232.779 euro di Donato Grieco, all’epoca direttore generale del Crob di Rionero, a un minimo di 111.694 euro di Domenico Buscicchio dell’Asl 2.

Entrando negli uffici della Regione, infine, il reddito più alto spetta a Rocco Rosa con 195.745 euro, seguito da Andrea Freschi con 176.809 euro. L’attuale dirigente generale del dipartimento presidenza della giunta, Angelo Pietro Nardozza, si è dovuto accontentare di 111.800 euro. Sul fronte della situazione patrimoniale, sempre secondo quanto dichiarato dai manager e pubblicato sul Bur della Regione Basilicata, notiamo una certa «vivacità» d’investimento in Pietro Quinto che possiede, al 50%, tre abitazioni tra Policoro e Pisticci e una casa, al 100%, a Scanzano Jonico, più una partecipazione azionaria nella società Rcs Mediagroup. Non solo «mattone». C’è chi, come Pasquale Amendola, ha il «pallino» per le automobili, di quelle che hanno una matrice spiccatamente italiana: ne possiede quattro, un’Alfa Romeo 174, una Fiat Punto, una Fiat Uno e un’Alfetta del ‘76. Nessuna Ferrari o vetture similari.

L’unico a «osare» di più è Rubino Grieco che oltre a possedere una Fiat 500 diesel può contare sul rombo di una fiammante Jaguar X-Type. Tornando ai dati strettamente legati al reddito, emerge ancora una volta come la forbice tra ricchi e poveri, anche in Basilicata, si stia allargando sempre di più. E non solo tra i dirigenti. Secondo l’Ocse il divario si è ampliato del 33% dalla metà degli anni ‘80 a oggi. In questo contesto c’è una Basilicata che fa i conti con un’alta percentuale di famiglie povere (24,5%, dato secondo soltanto al 30,2% della Sicilia), ma anche con ricchi sempre più «sfondati»: scorrendo le dichiarazioni dei redditi del 2008 (le ultime disponibili in forma statistica) si scopre che 470 contribuenti superano il reddito annuo di 150 mila euro. In testa alla graduatoria figurano due notai di Potenza (redditi dichiarati tra 350 e 510mila euro), tre medici, uno del Potentino e gli altri due del Materano (da 280 a 320), e un ex calciatore che nonostante abbia appeso le scarpette al chiodo ormai da tempo ha dichiarato 410mila euro.
di MASSIMO BRANCATI
Gazzetta del Mezzogiorno



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