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| Inaugurata a Potenza la mostra “Le Patamacchine” |
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8/02/2010 |
| E’ stata presentata ieri, domenica 7 febbraio, la mostra “Le Patamacchine - Ovvero, come accadde che telefonando a Gigi, gli toccai un brufolo”, che rimarrà in esposizione fino al 14 marzo presso i locali della Pinacoteca provinciale di Potenza e sarà visitabile ogni venerdì, sabato e domenica dalle ore 9:00 alle ore 20.
All’inaugurazione hanno presenziato la dirigente del Museo e della Pinacoteca, Maria Cristina Caricati e Raffaele Rizzo, membro dell’Istitutum Pataphysicum Partenopeo col grado unicoronabile di “Coordinatore Severissimo di Patapruriti oratori”. L’Associazione culturale La luna al guinzaglio, che ha ideato e organizzato la mostra, ha espresso molta soddisfazione per la partecipazione numerosa del pubblico che ha risposto all’invito ad interagire attivamente con le 10 opere in esposizione ispirate alle Macchine inutili di Tinguely.
Dopo una breve presentazione del progetto, infatti, guidati dal patafisico napoletano Rizzo, i presenti hanno potuto scoprire, non solo con gli occhi, le invenzioni realizzate presso il Salone dei Rifiutati di Potenza: sculture che hanno preso forma nei mesi scorsi dall’assemblaggio di diversi rifiuti (un casco per parrucchieri, schermi di tv e pc, una macchina aerosol, il sellino e il manubrio di una bicicletta, ...) che, insieme, ora, esprimono nuove funzioni, prima fra tutte quella di far riflettere sulle contraddizioni della società contemporanea.
Seguendo le istruzioni, tutti i visitatori hanno potuto mettere alla prova le Patamacchine, che promettevano di regalare avventure inimmaginabili: dai viaggi nella materia all’esperienza di vite multiple parallele, fino alla possibilità di gestire i propri sogni, archiviandoli in un apposito catalogatore. Alcune invece, assicurano risultati eccellenti nel rapporto con gli altri e nella conoscenza di se stessi: dallo Specchio Riflessivo che fa domande e dispensa consigli, al Potenziatore di Autostima che migliora la percezione del sé, dai Pacificaphone, strumenti utili a cancellare i litigi, alla Stanza delle Domande, luogo in cui si riesce a guardare senza paura il volto degli altri.
Molto incuriositi, i presenti hanno assistito alla performance dell’ospite Raffaele Rizzo che ha letto alcuni stralci del suo libro Le cipolle fanno ridere, opera in cui, oltre ai giochi di parole, ha ricostruito un cosiddetto “mini-stupidario” di frasi fatte e “parole di plastica” impiegate nella comune conversazione per pigrizia. A chi gli chiedeva cosa fosse la Patafisica, Rizzo ha risposto che “commette errore molto grave chi pensa che bisogna andare lontano per incontrarla. Niente affatto. Ne siamo circondati in ogni momento della vita quotidiana. Essa può presentarsi all’improvviso. La Patafisica non eleva l’ipotetico a scienza possibile, ma pone opzioni a confronto sotto l’ombrello del paradosso. Essa si espande in campo estetico, letterario e filosofico”.
Fino al 14 marzo le Patamacchine rimarranno alla Pinacoteca provinciale, come ambasciatrici di una fondamentale questione: il futuro del nostro ambiente dipende dal modo in cui lo viviamo e dalla dimensione ecologica che riusciremo ad esprimere.
foto Luca Puglisi
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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