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| Il Governo non trasferisce i fondi per il sisma del '98 |
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6/02/2010 |
| Dopo oltre un decennio è ancora aperto il capitolo sisma del 1998, nel Lagonegrese- Pollino. I comuni necessitano ancora di finanziamenti da parte delle Istituzioni – in particolare Regione e Governo - per chiudere definitivamente alcune problematiche che gravano sui Comuni. I nodi al pettine della ricostruzione si chiamano: mancato introito di Ici e Tarsu (delle abitazioni terremotate), mancato rimborso dell’Iva sui lavori di recupero del patrimonio edilizio, ritardi nell’assegnazione dei fondi per i tecnici convenzionati.
Se n’è tornato a parlare durante l’ultima Conferenza dei sindaci, a Latronico, che hanno anche eletto a nuovo presidente dell’assemblea, Antonio Filardi. Il primo cittadino di Nemoli è stato delegato a richiedere un incontro urgente al presidente della Giunta Regionale, Vito De Filippo, per fare il punto della situazione e le misure da adottare per fronteggiare l’emergenza.
Filardi, nel ribadire le preoccupazioni dei colleghi, in merito alla grave crisi in cui versano le casse comunali, lancia un Sos al massimo Ente Locale e allo Stato affinché intervengano nel completamento dell’opera ricostruttiva. In testa alla lista delle rimostranze il mancato trasferimento delle somme relative a Ici e Tarsu, un impegno non ancora mantenuto da Roma. Da qui la richiesta, della Conferenza, alla Giunta regionale lucana di deliberare il contributo ai Comuni, ovviando - come lo scorso anno – alla mancata copertura del Governo centrale.
Gli amministratori chiedono che, anche in Basilicata, il rimborso dell’Iva su lavori effettuati venga erogato unitamente al buono contributo, così come già avviene in Umbria e previsto dalla Legge 61/98. Nel «quaderno delle lamentele» anche il ritardato pagamento delle spettanze ai tecnici degli uffici terremoto comunali.
Il neo-presidente, Filardi, rimarca che «questa impasse ritarda i lavori dei cantieri in tutti i 27 Municipi, e crea non poche difficoltà nella chiusura dei bilanci di previsione, previsti per fine marzo. «La nostra speranza - aggiunge – è che, grazie alla sinergia in atto con la Regione Basilicata, attingendo alla Legge 226, vengano ripartiti nuovi finanziamenti, utili a portare a termine la ricostruzione ».
Ad affiancarlo in questo impegno, già toccato all’ex sindaco di Cersosimo, Giuseppe Vitarelli, ci saranno i colleghi di Lauria: Antonio Pisani, di Castelluccio Superiore: Egidio Salomone, di Senise: Giuseppe Castronuovo, e di S. Costantino Albanese: Giuseppe Cantisani.
di SALVATORE LOVOI
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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