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Trerotola candidato alle Regionali per il centrosinistra

20/02/2019



Il candidato alla presidenza della Regione Basilicata per il centrosinistra è Carlo Trerotola, farmacista, di famiglia di centro destra. Un nome ''esterno alla politica istituzionale''.
Dopo un toto nomi tutti puntualmente smentiti e dopo il passo indietro di Marcello Pittella in nome dell'unità, lo stesso ex governatore ha annunciato alla stampa, nella sala convegni del Park Hotel di Potenza, il nome del candidato.

Prima di comunicare il nome del candidato, Pittella ha ripercorso gli anni del suo mandato con un evidente riferimento finale ai mesi dell'inchiesta. Visibilmente commosso, ha detto "non si ferma così una Regione, non si ferma così un uomo". "Faccio un passo indietro- ha detto Pittella- non certo per la vicenda giudiziaria. Perchè temo che questa Regione, attraverso le divisioni del centro sinistra, possa affidare le proprie sorti a forze sempre più dedite ad una secessione silente". Un commosso Pittella si fa da parte: ‘Se vogliono sarò in lista’

Carlo Trerotola, farmacista figlio di un ex consigliere regionale del Movimento Sociale, sarà il candidato governatore del centrosinistra.
“Non faccio un passo indietro perla vicenda giudiziaria – ha detto un commosso Pittella, che dovrebbe essere candidato nella lista – ma perché il sottoscritto antepone un sentimento sublime per la propria Regione ed i propri cittadini. E perché temo che questa Regione possa consegnare le proprie sorti a quelli più dediti agli annunci a una secessione silente che rischia di mettere in ginocchio il Mezzogiorno. Io voglio unire e non dividere il centrosinistra”.
È questa, in estrema sintesi, l’aspetto più importante della conferenza stampa di Marcello Pittella.

“Sto in silenzio da 8 o 9 mesi e avrei da dire molte cose. Questa esperienza per me è stata entusiasmante e ogni scelta è stata dettata da eventi che si susseguono e che seguono la storia, e io della mia storia vado a testa alta anche se gli eventi mi hanno punito più di quanto meritassi. Ho vissuto la mia esperienza con passione e coraggio, e lo sono diventato con una rivoluzione democratica e nonostante tutto l’accaduto provo a mantenere la responsabilità e ragionevolezza di chi svolge una funzione importante. Io sono diventato presidente con una congiuntura politica che all’epoca reincarnava la voglia di rigenerazione delle classi dirigenti che sono le uniche che ancora oggi sono in grado di governare il nostro futuro della Basilicata. Non lavorerò mai affinché le lancette dell’orologio tornio indietro. Ai giornalisti dico che mi avete chiamato gladiatore, mi avete amato e odiato ma credo ci stia. Io non vi ho risparmiato carezze e stilettate perché non sono uno che le manda a dire. Cinque anni sono stati un lungo viaggio vissuti senza sosta: spesso solo, a volte in compagnia di temerari. Ho fatto tanti errori, come chiunque, ma anche tante cose buone e alcune ottime. E se in campagna elettorale dovessi esercitarmi su cosa non rifarei, confesso che avrei dovuto qualche no in più come sull’articolo 38: in occasione del quale avrei dovuto assumere una posizione più netta”.
“Se pensiamo alla Basilicata del 2013 rispetto ad oggi, siamo passati da un bambino che gattonava a uno che ha cominciato a camminare. Sono fiero di aver salvato tanti Comuni dal collasso compreso Potenza, o sono felice di poter prendere il frecciarossa. O di Matera 2019. Sono entusiasta di aver investito con l’assessore Cifarelli 200 milioni di euro per i giovani, o gli oltre 400 in agricoltura”. “Tutto è migliorabile – ha proseguito Pittella – ma in ogni settore della nostra Regione abbiamo fatto registrare avanzamenti. In fine, la mia più grande soddisfazione è stata di aver rappresentato ai più alti livelli la nostra Regione. Chi è stato presidente lo sarà per sempre”.
“Io ci credo ancora, e come me dovrebbero farlo in tanti. Sono stati mesi complicatissimi, ma non mi voglio soffermare sulla vicenda giudiziaria, ma dopo tutti i cazzotti presi permettetemi di dire che sembra essere stato tutto assurdo, abnorme. Io non credo che si fermi una Regione in questo modo e non credo che si fermi un uomo in questo modo”. E qui Pittella si commuove.
“Sono un uomo fatto di carne ed ossa: io ho osservato in silenzio lo spettacolo di questi mesi ma vi confesso che ho guardato con sofferenza i 5 stelle e quanti cancellavano con leggerezza disarmante i sentimenti e i valori dell’amicizia: non si fa così e no si fa la politica così. Tutti pronti a salire sul carro del vincitore. Ma se a Matera c’è la scuola de l restauro o se Villa d’Agri sono stati fatti passi da gigante e perché il nostro lavoro è in piedi. E poi ci sono le regionali. Ho ricevuto centinaia di messaggi che mi invitavano a non indietreggiare, ma a tentare l’impresa di una vita. Ho incontrato uomini leali e una squadra che ha espresso competenza e voglia di fare che mi ha rafforzato e nutrito. Ho trovato consiglieri che mi hanno sostenuto in maggioranza e li ringrazio perché hanno compreso le mie intemperanze, nella volontà di superare le vecchie ritualità delle discussioni eterne per cui siamo andati veloci. Penso ad ognuno e a tutti, anche a chi non ha sempre espresso parole di sostegno o ha preso strade diverse, io sono nato per comprendere e non pretendo che gli altri lo facciano: lo auspico”.
“Pittella non tratta la resa, ma Pittella discute della vittoria. Abbiamo bisogno di un recupero di valori, allora spero che il mio gesto possa indicare una direzione e cementare una rinnovata unità facendo prevalere le ragioni di una cittadinanza che ha bisogno di più entusiasmo e coesione. Ci siamo accodati, per un periodo, a quella tendenza a far diventare la nostra società una giungla. Ma non ho ceduto alla tentazione di rispondere e polemizzare. La società lucana può giocare un ruolo determinante se ritrova il piacere di stare insieme senza perdersi in lotte intestine inutili.
Saluto con rispetto e ringrazio tutti i giornalisti e chi ha collaborato con me in questi anni: anche i sostenitori, dirigenti, direttori o i precari che hanno dato fondo ad ogni loro energia per accelerare la macchina amministrativa. E anche chi, attraverso le mie non dimissioni, ha permesso si andasse speditamente avanti. Ringrazio chi ha donato sangue per questa nostra causa. Ho pensato a più nomi da proporre all’alleanza, se ne avessimo potuto fare 5 sarebbe stato meglio, avendo condiviso che il nome fosse esterno alla politica vissuta istituzionalmente, il nome è caduto sul dottor Carlo Trerotola”.

Gianfranco Aurilio


lasiritide.it



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Rapolla: a causa di un guasto improvviso l'erogazione idrica reVia Biagio Guarnaccio, Via Caprini, Via Ventiquattro Maggio e zone limitrofe
Rapolla: a causa di un guasto improvviso l'erogazione resterà sospesa fino al termine dei lavori di riparazione nelle seguenti zone: via Biagio Guarnaccio, via Caprini, via Ventiquattro Maggio e strade limitrofe.

24/05/2019 Comunicazione di sospensione idrica oggi 24 Maggio in Basilicata

Acerenza: per consentire l'esecuzione di lavori di riparazione, l'erogazione dell'acqua potabile nelle contrade San Germano e Macchione e nelle zone limitrofe sarà sospesa dalle ore 16:30 alle ore 19:30, salvo imprevisti.
Maschito: per consentire l'esecuzione di lavori di riparazione, l'erogazione dell'acqua potabile sarà sospesa in via Parini, via U. Foscolo, Via Calvario, via A. Moro, via Nitti, via IV° Novembre e via XXIV Maggio dalle ore 08:00 di domani mattina fino al termine dei lavori.
Muro Lucano: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile sarà sospesa dalle ore 18:30 di oggi alle ore 07:00 di domani mattina, salvo imprevisti, nelle seguenti zone : contrada Cappuccini, contrada Belvedere, contrada Sant'Antuono, via Maddalena, via Conserva.

23/05/2019 Comunicazione di sospensione idrica oggi 23 Maggio in Basilicata

Rionero in Vulture: a causa del protrarsi dei tempi necessari all'esecuzione dei lavori di riparazione, l'erogazione idrica in via E. Alessandrini, via G. Rossa, via M. Rigillo e sue traverse, via M. Miradio della Provvidenza, via Padre Pio e contrada Fontana Maruggia, resterà sospesa fino alle ore 16:00 circa di oggi, salvo imprevisti.

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Incubi riaffiorano alla memoria e con loro alcune delle molte vittime del bullismo e dell’omertà nei nostri paesini... Tra tutti due donne povere e anziane che non avevano mai fatto del male a nessuno: Lucia detta “a Vertel” a Nemoli e un’altra “povera crista” che viveva in Piazza Plebiscito a Sapri e della quale pur sforzandomi non ricordo il soprannome (il nome non l’ho mai saputo...). Unica colpa delle due poverette? Aver perso un po’ il senno durante la ...-->continua



 



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