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Metaponto: sgomberate le aree dove risiedevano i migranti

13/06/2018



Questa mattina all’alba sono state effettuate le operazioni di sgombero delle aree in cui a Metaponto centinaia di cittadini stranieri risiedevano abusivamente, in condizioni a dir poco precarie. Si tratta di cittadini stranieri regolari, quindi in uno status avanzato rispetto ai migranti ospitati nei centri di accoglienza e che quindi hanno documenti e regolare permesso di soggiorno. Sono tre i luoghi in cui queste persone risiedevano: l’ex falegnameria Pizzolla e l’ex fabbrica Montubi, sono aree private; un’area comunale che si trova sotto un ponte a pochi metri dalla stazione lungo la strada che porta vero il lido. Questa mattina, intorno alle 5, è cominciato lo sgombero alla presenza di circa 60 uomini delle Forze dell’Ordine. L’ordinanza di sgombero era stata emessa dal Comune di Bernalda lo scorso 3 maggio. Una situazione antica, perché i migranti da oltre un decennio, come racconta anche un verbale di un incontro in prefettura di poche settimane fa, occupano abusivamente alcune aree per le quali già in passato sono stati adottati provvedimenti di sgombero. Metaponto è uno snodo cruciale per la manodopera straniera che viene impiegata nei campi. Ieri mattina, nel Comune, si era svolto un incontro.

Molto chiare le posizioni delle associazioni rappresentate dall'avvocata Angela Bitonti che, pur d'accordo con il trasferimento dei cittadini (le aree occupate sono davvero in una condizione indescrivibile a parole), hanno sempre chiesto che si trovasse prima una soluzione alloggiativa.

“Viste le condizioni disumane nelle quali questi poveretti sono costretti a vivere- aveva spiegato più volte l’avvocata Bitonti- occorre trovare soluzioni alternative adeguate e bisognava trovarle prima di attuare l’ordinanza di sgombero, alla quale ci siamo sempre opposti e continueremo a farlo”. Queste soluzioni, però, non sono state trovate. Si stanno violando anche principi inderogabili, che obbligano lo Stato ad adottare misure di contrasto alla povertà, al disagio e alla vulnerabilità. Ricorreremo al Tar contro l’ordinanza di sgombero coatto, sperando in una sospensiva. Tra l’altro, mi è stato assicurato che il provvedimento è stato tradotto e notificato insieme a tutte le informazioni consequenziali, come la garanzia di accesso alla giustizia attraverso i legali. Dicono di aver usato mediatori che traducevano, ma devono dimostrarci che i destinatari abbiano effettivamente compreso cosa stia accadendo”.

Che si stesse muovendo qualcosa per scongiurare che i ragazzi, una volta sgomberate le aree, restassero in condizioni peggiori senza nemmeno un tetto fatiscente sulla testa, ce lo spiega don Mariano, uno dei parroci di Bernalda. Ci spiega, telefonicamente, che, di concerto con il Vescovo, si stava pensando di trovare delle alternative.
“E’ stata un’azione tempestiva quella di stamattina- ci dice- e sinceramente non ce l’aspettavamo perché l’avvocato ci aveva fatto sapere che lo sgombero sarebbe stato effettuato il 2 luglio. Certo, si trattava comunque di un tempo non lungo, ma che ci avrebbe consentito di poter organizzare un’alternativa”. Un tempo necessario anche per pensare, assieme ai ragazzi, alla possibilità di fare ricorso.
Attualmente cinque ragazzi (non tutti, però, provenienti dalle aree sgomberate) sono ospitati nella struttura inter parrocchiale della Caritas. Un ragazzo, per esempio, che si trovava nell’area dell’ex fabbrica, è in partenza per la Francia.
Si tratta, infatti, di lavoratori che si muovono molto. Alcuni, per esempio, sono in partenza per il foggiano o per Rosarno. Metaponto è un luogo appetibile perché è grande la richiesta. Alcuni, in passato, sono riusciti a prendere in affitto appartamenti, unendo le forze. Per altri non è stato possibile.
Questa non è una storia chiusa. Anzi. Quello che si sta verificando in queste ore era già accaduto negli anni passati. Bisogna solo lavorare tutti insieme per trovare una soluzione che consenta di abbandonare definitivamente lo stato di degrado nel quale versavano questi ragazzi.

Mariapaola Vergallito





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NEWS BREVI

15/10/2018 16 ottobre 2018: riapertura studio medico Salam c/o Ce.St.Ri.M. Potenza

Lo studio medico Salam – Salute e Pace, attivo presso il Ce.St.Ri.M di Potenza dall’aprile 2017, grazie alla collaborazione di diverse figure professionali volontarie (medici, infermieri, ostetriche, psicologi…) ha avviato un’attività di medicina sociale, indirizzata primariamente (ma non esclusivamente) all’assistenza dei migranti irregolari. Dopo la chiusura estiva l'Ambulatorio riapre domani 16 Ottobre con nuove modalità operative. È possibile prenotare una visita specialistica gratuita chiamando il numero 324 89 69 439 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16.00 alle 20.00 e consultando il sito Internet www.cestrim.org e la pagina Facebook del Ce.St.Ri.M. sui quali saranno pubblicate le date e i nomi degli specialisti disponibili. Le visite di medicina generale, al contrario, non richiederanno alcuna prenotazione. Per il mese di ottobre il calendario degli appuntamenti è il seguente: Visite specialistiche (richiesta prenotazione) Martedì 16 Otorinolaringoiatria – dott.ssa Langone Martedì 23 Odontoiatria – dott. Di Trana Mercoledì 24 Neurologia – dott.ssa Acquistapace Visite di medicina generale (senza prenotazione) Giovedì 18 Medicina Interna – dott. Pennacchio ore 11.00-13.0 Venerdì 26 Medicina Generale – dott. Buchicchio ore 16.00-18.00

15/10/2018 Sospensione idrica a Ginestra

Ginestra: a causa di un guasto improvviso, nell'intero abitato potrebbe verificarsi cali di pressione e o mancanza di erogazione idrica dalle ore 09:30 alle ore 16:00 circa di oggi, salvo imprevisti.

14/10/2018 Calcio 1^ Ctg./B:risultati 3^ giornata

Elettra Marconia – Città Dei Sassi Matera 2-1
L.Montescaglioso – Tursi 1-3
Montemurro – VR Episcopia Calcio 2-6
Salandra – Irsina 1-3
Tramutola – Peppino Campagna Bernalda 0-1
Tricarico Pozzo Sicar – Castelsaraceno 2-0
Viggianello – A.Montalbano 0-2

L'eredità di Angela
di Mariapaola Vergallito

Angela Ferrara viveva in un paese, Cersosimo, che siamo abituati a raccontare soltanto spulciando le colonnine infinite dei dati sullo spopolamento. Un paese incastonato tra le montagne del Pollino, in una valle bellissima; uno di quei borghi che non vedi da lontano, ma solo quando esci dalla statale per aggrapparti nei tornanti che collegano l’entroterra lucano a quello calabrese. Negli anni saranno stati tanti i giovani che hanno guardato questo paese con...-->continua



 



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