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Enel in procinto di vendere la Centrale del Mercure?

13/02/2018



L’indiscrezione, se davvero si concretizzasse, sarebbe clamorosa. Abbiamo raccolto alcune informazioni secondo le quali Enel Produzione starebbe pensando di vendere la Centrale del Mercure. Ovviamente il condizionale è d’obbligo, ma i presupposti affinché questa eventualità possa effettivamente tradursi in realtà ci sono, e sono diversi.
Innanzitutto, i recenti arresti compiuti in seguito all’operazione Stige, che hanno visto finire in manette anche alcuni fornitori dell’impianto a biomassa in funzione nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, avranno generato non poco imbarazzo nei vertici aziendali del colosso dell’energia.
Inoltre, anni di battaglie legali e di costante opposizione da parte delle associazioni ambientaliste e dei Comuni di Rotonda e Viggianello, potrebbero cominciare a pesare. D’altronde, le parole pronunciate dall’ad Starace all’ultima assemblea degli azionisti, con le quali l’ingegnere ha affermato a chiare lettere che “se siamo un problema andiamo via”, sembrano andare proprio in questa direzione. Non a caso, nel Consiglio Direttivo dello scorso 18 gennaio dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, Ferdinando Laghi, esterrefatto, rivolgendosi proprio a Starace ha dichiarato di non capire “cos’altro debba succedere affinché Enel vada via dalla Valle del Mercure”. A tutto questo si aggiungano gli ormai innumerevoli appelli pubblici, pronunciati anche di fronte alla medesima assemblea degli azionisti Enel, dallo stesso prossimo presidente di Isde International sulla “incompatibilità di un simile insediamento industriale con un’area protetta”. Quindi, le varie diffide (le ultime risalenti a pochi giorni fa) inoltrate dall’avvocato Enzo Bonafine per ottenere informazioni sulle emissioni e le biomasse. Senza trascurare le tante interrogazioni in Parlamento sulle conseguenze ambientali e sanitarie dell’attività della Centrale a firma dell’onorevole 5 Stelle Paolo Parentela e, nei confronti della Commissione Europea, dell’eurodeputato del Movimento Piernicola Pedicini. Insomma non sarebbe assurdo che in seguito alle proteste di questi ultimi anni, che presumibilmente non si placheranno, e a tutti questi accadimenti, la multinazionale decidesse di liberarsi di questa patata bollente. Per cui, magari, un sondaggio relativo alla presenza di acquirenti potrebbe esserci stato.

Da Enel, che abbiamo contattato, nessun riscontro: sulla possibilità di una cessione non arrivano conferme né smentite.
Comunque sembra, chiaramente anche qui il condizionale è d’obbligo, che un interesse possa essere stato manifestato da operatori nel settore delle rinnovabili attualmente attivi nel crotonese.
Ma se effettivamente l’affare andasse in porto, ci sarebbe da chiedersi se per le comunità locali, e di riflesso per il Parco del Pollino, sia un bene. In quanto, se Enel non è stata in grado di impedire che suoi fornitori potessero finire sotto la lente di ingrandimento della DDA di Catanzaro per accuse così pesanti, non si capisce, da questo punto di vista, come altri possano offrire simili o maggiori garanzie di impermeabilità. Staremo a vedere cosa accadrà.
Ricordiamo che sui disboscamenti selvaggi attualmente stanno indagando anche la Procura della Repubblica di Castrovillari e la DDA di Potenza.


Gianfranco Aurilio
lasiritide.it



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